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IL MUSEO LEONARDO DA VINCI SCEGLIE IL TESSUTO LOT ‘O’ DRY

La collaborazione tra Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano e la Tessitura Taiana Virgilio nasce dalla passione comune per l’innovazione e per la ricerca.

I tessuti della serie LOT ‘O’ DRY™ sono protagonisti di un avveniristico laboratorio di ricerca nell’area Nuove Frontiere del museo e a disposizione dei visitatori che, con l’aiuto dei ricercatori del CIMaINa (Centro Interdisciplinare Materiali e Interfacce Nanostrutturali dell’Università degli Studi di Milano), possono osservarne in prima persona e dal vivo le straordinarie performance dell’EFFETTO LOTO e le possibili applicazioni legate alla vita quotidiana.
Il laboratorio è realizzato nell’ambito del progetto europeo NanoToTouch finanziato dal settimo programma quadro dell’Unione Europea-Scienza nella società per la divulgazione della ricerca scientifica ai non addetti ai lavori. Il progetto mira a creare ambienti di lavoro innovativi in cui il pubblico non specializzato può scoprire e discutere aspetti della ricerca sulle nanotecnologie.

LOT ‘O’ DRY™ è una serie di tessuti brevettati pensati e progettati per garantire un confort finora impensabile. La tecnologia prende spunto dalla natura e in particolare dalla foglia di loto che tende a non bagnarsi e a pulirsi. Se impiegata nel settore beachwear consente di ottenere costumi che non si bagnano quando si esce dall’acqua. Se invece utilizzata nell’ambito camiceria garantisce un’ottimale gestione dell’umidità corporea evitando le imbarazzanti macchie di sudore sotto le ascelle.  Il tessuto LOT ‘O’ DRY™,infatti, non assorbe l’umidità corporea che impregnerebbe le fibre del tessuto (facilitando la formazione batterica e quindi i cattivi odori) ma al contrario favorisce la trasmigrazione del vapore acqueo dal lato interno a quello esterno.

I tessuti LOT ‘O’ DRY™  sono il risultato della semplificazione e dell’adattamento ad uso fashion di tecnologie (sviluppate e brevettate dalla Tessitura Taiana Virgilio) impiegate per la fabbricazioni di tessuti tecnici (destinati a capi per la competizione sportiva): i processi produttivi che implicano anche l’utilizzo di nanotecnologie per la modifica della struttura superficiale del filato passano in questo modo da 11 a 6 step produttivi, raggiungendo un punto ottimale fra eccezionali performance e commerciabilità del tessuto stesso.

Sarà possibile vedere i tessuti LOT ‘O’ DRY™ nelle fiere di settembre Milano e Parigi e i capi realizzati a partire dalla prossima stagione (fine 2010 inizio 2011).
 

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