l'algoritmo del cuore

Scoperto l’algoritmo del cuore! L’amore è questione di battiti!

Secondo la scienza grazie ad un algoritmo matematico è possibile individuare un’emozione ben precisa.

Le emozioni, sia positive sia negative, sono stati mentali generati automaticamente dal sistema nervoso che accompagnano la nostra vita da sempre. Ma quando parliamo d’amore perché facciamo riferimento al cuore?
La risposta alla scienza: un recente studio realizzato dall’Università di Pisa, ha dimostrato come attraverso un algoritmo matematico è possibile individuare un’emozione ben precisa, analizzando i battiti cardiaci, che hanno una particolare frequenza anche quando siamo innamorati.

La ricerca nell’ambito del progetto europeo PSYCHE, in collaborazione con l’Università dell’Essex, l’Harvard Medical School e il Massachusetts Institute of Technology, grazie a questo algoritmo, è riuscita a superare le limitazioni dei sistemi per il riconoscimento delle emozioni già esistenti, strumenti che richiedevano serie di registrazioni di diverse variabili non fornendo una caratterizzazione precisa in tempo reale in breve tempo.

Gaetano Valenza, ricercatore post-doc presso il Centro di ricerca “E. Piaggio”, ha dichiarato: ”Abbiamo sviluppato un algoritmo matematico in grado di fornire attraverso la sola analisi dell’elettrocardiogramma una valutazione continua degli stati emozionali. In pratica, data una certa dinamica cardiaca, siamo in grado di predire il battito successivo e comprendere quale emozione è stata provata dal soggetto sotto osservazione”. Riporta la fonte dell’Università di Pisa.

Una scoperta molto importante per la medicina, in particolare in campo psichiatrico e psicofisiologico, poiché attraverso un elettrocardiogramma dinamico -Holter cardiaco- sarebbe possibile supportare in modo innovativo la cura delle patologie mentali, affiancato ai test e alle interviste.
Già disponibile la “T-shirt intelligente”, ideata nell’ambito del progetto PSYCHE, è dotata di sensori ed elettrodi per monitorare costantemente le emozioni dei pazienti psichiatrici.

Di Claudia Tirendi

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