Nel vetro c’e’

Semplici e luminosi, i vasi disegnati dal designer Diego Chil

Semplici e luminosi, i vasi disegnati dal designer Diego Chilò. Sono il frutto di una ventennale ricerca progettuale che reinterpreta il ‘veneziano’ senza cedere a orpelli formali, ma penetrando l’anima dei materiali.

“La lenta manualità e la ferma gestualità che i nostri maestri vetrai compiono quotidianamente sono le forze ispiratrici dei progetti di Diego Chilò. A volte sono una sapiente rilettura di affascinanti tecniche vetrarie, a volte il concretizzarsi di puri sogni creativi con cui sa cogliere, oltre all’aspetto formale e cromatico, la vera essenza dell’arte della lavorazione del vetro. I risultati affascinano, la luce passa attraverso la materia, la illumina, la riscalda e le dà vita. Solamente chi sa cogliere queste caratteristiche è in grado di far nascere dei progetti sorprendenti che sono la felice espressione di un’arte millenaria” queste sono le parole di Giancarlo Chimento, presidente di Venini S.p.A. che prosegue: “La sua competenza progettuale nell’arte del vetro nasce dalle molte esperienze che fanno di lui un professionista attento non solo alle peculiarità aziendali, ma alle più aggiornate evoluzioni illuminotecniche e di interpretazione dello spazio”.

La stretta collaborazione con i maestri vetrai, ma anche con altri abili operai della materia e con alcuni ingegneri aiuta Diego Chilò a riscoprire quella cura artigianale che rinnova dall’interno l’idea di industria. Prova ne sono i suoi vasi che superano i canoni tradizionali per diventare raffinate creazioni della prestigiosa produzione seriale VENINI. Alla base, studio, conoscenza, sudore e curiosità, anima del progetto. Progetto come risultato di un aggiornamento della ricerca che a sua volta è la crescita naturale dell’idea: “Ciò che vedo non è sempre trasparente e così non rimane che tracciare un segno, disegnare, nel rispetto della storia e del mestiere” spiega Diego Chilò. "Mi hanno insegnato a non accontentarmi, a non credere di aver trovato la soluzione, a guardare oltre il visibile, a verificare lo spettacolo della prima emozione, che non va difeso, ma appurato. Raccontare un progetto attraverso un segno è per me un esercizio istintivo, ma anche ricerca di qualcosa di finito, lontano da pensieri banali e contaminati. Non un ritorno al passato, ma il ricorso a tecniche costruttive che rendono il decoro contemporaneo, amalgamate a materiali di indiscussa tradizione”.

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione).
Possiamo usare solamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando tutti i cookie ci aiuterai ad offrirti una migliore navigazione sul sito. Leggi la nostra Cookie Policy