I PELLETTIERI IN PIAZZA : I FALSI IN VETRINA NEL CUBO

Arriva a Milano, in pieno centro città, il CUBO anticontraffazione diventato emblema della lotta contro i falsi del settore pelletteria
Milano, 19 maggio 2007 – Il CUBO è arrivato a Milano in P.zza S.Carlo – C.so Vittorio Emanuele a sostenere la lotta quotidiana dei produttori di pelletteria contro i falsi.

UN’IDEA ORIGINALE A TUTELA DELL’ORIGINALITA’

Un gigantesco parallelepipedo di vetro di 3metri x 3metri dove sono esposte: al centro creazioni di pregiata manifattura italiana prodotte e distribuite legalmente, mentre, nei quattro angoli è volutamente ammassata in modo disordinato merce contraffatta e realmente sequestrata. A significare visivamente: il bello e il brutto; il buono e il cattivo; il made in Italy e le sue squallide copie contraffatte.

Il CUBO è quindi tornato nel capoluogo lombardo, ma questa volta in pieno centro, dopo aver debuttato lo scorso anno nel quartiere fieristico di Rho e quindi svolto il proprio ruolo di sensibilizzazione nei confronti del lavoro minorile e della contraffazione, per tutta l’estate 2006 in quel di Riccione sollecitando curiosità ed interesse ai fini della battaglia contro l’illegalità e l’abusivismo commerciale.

Una ubicazione di ampia visibilità per sollecitare non soltanto i milanesi ma le migliaia di turisti che quotidianamente transitano per le vie del centro: dalle prime ore della sua istallazione sono già state decine le persone, di varie nazionalità, che si sono mostrate interessate all’originale iniziativa.

Sul CUBO, oltre allo slogan: “Da noi i falsi sono banditi”, sono stati inseriti opportuni testi, tradotti in quattro lingue (italiano, inglese, francese e tedesco) che descrivono l’annoso problema invitando a riflettere e quindi non acquistare merce contraffatta.

Il CUBO è nato per denunciare la contraffazione e l’abusivismo che provocano un danno di dimensioni ormai catastrofiche per il mercato della pelletteria italiana a scapito di migliaia di posti di lavoro e dell’intera economia del Paese.

La lotta alla contraffazione parte anche dalla cultura del rispetto verso chi lavora nella legalità.

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