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Il fascino dell’uniforme…ma da lavoro sfila a Milano

Durante la settimana della Moda di Milano l’attenzione di tutti era focalizzata su meravigliose modelle e spettacolari collezioni.
La Moda, quella con la M maiuscola, sfilava nel cuore pulsante della città.

Dal quadrilatero ai quartieri piu’ glamour e gettonati di sempre erano ore di attesa per gli ingressi ad un mondo super cool.
Ma oggi vi vogliamo raccontare di una sfilata che si è tenuta alla Ferramenta Vigano’ di Via Montevideo a Milano, dove GENTUCCA BINI, che tutti noi abbiamo amato con le sue creazioni per Romeo Gigli, ha presentato THE CHARME OF THE UNIFORM, 14 tute da lavoro, 7 modelli in 2 tessuti.

Moda, Mestieri e Design per dare vita ad una divisa Unisex, che unisce chi lavora, sodo, dalla mattina alla sera, con dedizione ed amore.
Gentucca Bini ha disegnato questi abiti, tute, càmici e giacche, insieme ad altre menti geniali dell’arte e della cultura.

Luca Cipelletti (architetto), Roberto Coda Zabetta (pittore), Rafael Y. Herman (artista), Sebastiano Mauri (artista), Antonio Mondino (curatore), Pino Pipoli (artista), Massimo Torrigiani (curatore), e un paio di fiancheggiaori che non hanno voglia di apparire ma sono sempre stati al centro del discorso, hanno desiderato – sia come uomini che come donne – tessuti, colori, bottoni, tasche, zip: quello che gli serve e gli piace, li rende belli e gli fa comodo. nella convinzione che si è quello che si indossa. E viceversa.


Il risultato sono abiti la cui eleganza deriva dalla loro origine “utilitaria“. Ogni dettaglio, il materiale, le cuciture, i volumi,
sono in armonia tra loro per formare oggetti funzionanti e funzionali. Come gli strumenti da lavoro, che quando diventano utensili veri, sono sempre straordinari oggetti di design.

Perchè…per lavorare sodo bisogna essere comodi.
Ma qui il dettaglio che regala classe, dove il colletto deve avere i rever ma deve poter diventare alla coreana, col bottone. in equilibrio tra spartano ed elegante”.

Le giacche sono borse: devono avere tasche grandi.
Meglio la panta-tuta, con la gonna pantalone e il taschino grande, western. e un piccolo taschino per le sigarette, se uno fuma, o per gli sciacqui agli occhi”. il panciotto è roba sua: “nel panciotto hai il vantaggio di poterti sbizzarrire con le tasche… il panciotto è in senso ampio l’accessorio fondamentale dell’artigiano”.

“Con la mia tuta sartoriale sarei molto contento perché potrei uscire la mattina, andare in cantiere, passare dallo studio, andare a un appuntamento con il direttore di un museo e quindi dritto al teatro alla scala senza passare da casa a cambiarmi”.

E allora largo all’Italia che lavora, vuole lavorare ed è orgogliosa di fare tutto sempre con stile!

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