La Fondazione Furla partner istituzionale di Manifesta 8

La Fondazione Furla, che ha sede a Bologna, è nata per volontà di Giovanna Furlanetto nel 2008

La Fondazione Furla, che ha sede a Bologna, è nata per volontà di Giovanna Furlanetto nel 2008 con l’intento di garantire e dare continuità ai progetti promossi in campo culturale da Furla, permettendone un ulteriore sviluppo e rafforzamento a livello internazionale.
In quest’ottica nasce la collaborazione con Manifesta 8, The European Biennal of Contemporary Art, che si terrà nella regione di Murcia in Spagna dal 9 ottobre 2010 al 9 gennaio 2011, di cui la Fondazione Furla diventa partner istituzionale con la produzione di Untitled (We are making history), opera di Danilo Correale, unico artista italiano invitato.
Questo evento – dichiara Giovanna Furlanetto – si allinea alla mission della Fondazione Furla di sostenere la giovane arte italiana, proprio nell’anno in cui cade l’ottava edizione del Premio. La sinergia tra le due Fondazioni è inoltre rafforzata dalla collaborazione con Viktor Misiano, membro del board di Manifesta 8 e membro del Comitato scientifico della Fondazione Furla, e Alfredo Cramerotti, tra i curatori del Premio Furla 2011 e tra i curatori di Manifesta 8.
Curatrice della Fondazione Furla è Chiara Bertola.
Questa prima collaborazione fra Fondazione Furla e Fondazione Manifesta apre la strada a successivi progetti, con lo scopo di rafforzare la presenza della giovane arte italiana contemporanea in un contesto internazionale.

La ricerca di Danilo Correale si concentra con nuova attenzione sugli archivi considerati di minore importanza, divulgando informazioni appena note al fine di mettere in evidenza le strutture di potere che esistono dietro specifici contesti storici. Il design e il display di una mostra fungono da strategia attraverso cui la sequenza delle immagini può perdere la propria qualità di storytelling, e apparire nuovamente come un insieme di documenti basati su fatti, liberati dalla potenziale commercializzazione dei mass media e, secondo il critico Matteo Lucchetti, “pronti a riassumere la propria vita come vicenda viva al servizio della memoria”.

“Non c’è che la realtà nelle nostre menti: la mia realtà è soggetta alla costante metamorfosi che risiede nei miei pensieri.
Dobbiamo sfidare la realtà fotografica, quella che vediamo nei film”.
Queste due frasi di Zbig Rybczynski descrivono l’intento del mio progetto We are making history , che propone un paradigma per un nuovo scenario visivo contemporaneo. Oggi, il Chroma key può essere visto come la versione post-moderna della tabula rasa.
-Danilo Correale

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