Sbarca a Roma il sogno americano. Per la prima volta in Italia – e in Europa – verranno esposte più di un centinaio di opere di Norman Rockwell, artista che con il suo realismo romantico ha raccontato circa cinquant’anni di storia americana.

La retrospettiva è ospitata dalla scorsa settimana all’interno di Palazzo Sciarra, e vi rimarrà fino all’8 febbraio del 2015; attraverso le opere esposte si potrà ripercorrere la carriera artistica di Rockwell, considerato fra gli osservatori più acuti della società a stelle e strisce del secolo scorso.

Definito “l’artista della gente”, lo stesso Rockwell raccontava semplicemente di narrare l’America che osservava “a coloro che non erano riusciti a notarla”. La mostra che racchiude gran parte dei suoi lavori è intitolata “American Chronicles: The Art of Norman Rockwell”.

Il percorso artistico dell’illustratore nato nel 1894 e morto nel 1978 è stato curato dal direttore della “Gam” di Torino Danilo Eccher e dalla direttrice del “Norman Rockwell Museum” Stephanie Plunkett.

Norman Rockwell in mostra a Roma

Verranno mostrati al pubblico non soltanto dipinti, ma anche foto e documenti e faranno parte dell’esposizione anche le più di 300 copertine realizzate per il magazine “The Saturday Evening Post”.

La retrospettiva si apre con una sezione che narra le origini degli Stati Uniti, intitolata “American Roots”, nella quale troviamo un ritratto di Abramo Lincoln e quelle che sono, secondo Rockwell, le radici degli States, vale a dire un albero genealogico che mescola cowboy e nativi americani, insieme a puritani e gente comune.

Parte importante della sua produzione Rockwell l’ha dedicata all’adolescenza, un’età nella quale si mescolano vivacità e spavalderia – come nel dipinto “Girl with string” del 1955 – ma anche momenti difficili, fatti di complessi (“Girl at the Mirror”, 1954) e desiderio di indipendenza (“The Runaway“, 1958). A chiudere la mostra dell’artista – che nel 1939 abbandonò la troppo mondana New Rochell per stabilirsi prima in Vermont e poi nel Massachussets – saranno le opere più socialmente impegnate, racchiuse all’interno della sezione “Problems and Perspective”, che segnano un maggiore interesse da parte dell’illustratore verso i temi forti dell’epoca, ovvero diritti civili, guerra del Vietnam, discriminazione razziale e lotta alla povertà. E proprio a questo periodo appartiene una delle sue opere più significative: “The Problems We All Live With”, dedicata al tema del diritto allo studio in tempi di Apartheid.
Foto via mostrarockwellroma.it

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