Sono “forme” quelle che hanno sfilato per la settimana della moda milanese secondo il codice proposto da Gazzarrini, forme che ripercorrono metaforicamente il viaggio avvenuto 200 anni prima della nascitadi Cristo, quando nobili famiglie Sciite lasciarono le loro terre, per invadere l’Europa.
Una migrazione eroica, avvenuta con carri trainati da cavalli diretti verso le fredde terre della Siberia.
Sui carri, donne, bambini, tesori, ricchezze, ogni forma d’arte, trovava il suo posto.
I Principi nomadi, abbellivano i loro cavalli, intessevano di metalli preziosi i loro tessuti, miniaturizzavano i loro sogni, in un vortice infinito, in un gioco costante tra presente e futuro.
Una collezione che rappresenta perfettamente la vitalità del marchio Gazzarrini chiude – con la sfilata del 18 gennaio – la settimana della moda milanese.
Un fashion show che scardina completamente i paradigmi della moda maschile per progettare architetture sul corpo, componendo pezzi di alta sartorialità riletti secondo il linguaggio creativo del brand.
La sfilata sarà metafora contemporanea di una migrazione eroica, con modernissimi principi nomadi che indosseranno tessuti “resi vivi” da elementi di arte contemporanea e composizioni geometriche, in un vortice infinito tra presente e futuro.
I colori restano quelli del brand: il grigio, il bianco, il fango, il navy, solo con nuove tonalità e qualche azzardo, il senape per esempio.
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