Abiti tre pezzi, giacca-pantaloni-gilet, che pretendono la formalità dell’aspetto pur costruendo una figura contemporanea, nel rispetto di quell’architettura del corpo maschile. La giacca ha le spalle accostate, il busto aderente, i revers allargati; i pantaloni diritti disegnano la coscia e scendono leggermente allargandosi sul fondo; il gilet protegge il busto. I colori, nettamente maschili ma non tradizionali, vanno dal cammello al ruggine, dal grigio al blu petrolio. Sempre e comunque tinte che emanano rispettabilità, concretezza, autorevolezza.
I jeans, in un’operazione di controtendenza, riusano i classici tagli e fatture americani, anche quando sono stampati con immagini di vecchi intarsi di pelle, e sono abbinati a camicie di seta jacquard, di jersey stampato e di flanella morbida, o abbinati a cardigan di lana grossa con una lavorazione che replica le scaglie dei rettili. Alle sciarpe ed ai foulards viene affidato il compito di sottolineare la forza dirompente del colore.
Un uomo che spazza via per sempre le rudezze del machismo e si riscopre maschio. Un uomo che si porge alla donna come un portatore sano di passioni forti capaci di porgere e di pretendere rispetto.
« Groovy è uno stile di vita, è un uomo che lascia una traccia maschile, forte e sensuale »
Roberto Cavalli .
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