Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere

Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere. Audrey Hepburn in Gattinoni per il film

Il 28 gennaio, nella sede del Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative, Costume e Moda dei secoli XIX e XX, è stata inaugurata la mostra curata da Sofia Gnoli: Fernanda Gattinoni. Moda e stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere.

Inoltre una pillola della mostra, inserita nel Progetto ABC Arte Bellezza e Cultura promosso dalla Provincia di Roma, sarà ospitata per volontà del Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti nella Sala Stampa di Palazzo Valentini.

L?esposizione, voluta dal Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, Costume e Moda dei secoli XIX e XX, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio della Provincia di Roma, dell?Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e di Alta Roma e realizzata grazie all?archivio storico della Maison Gattinoni, descrive il rapporto tra la grande sarta italiana Fernanda Gattinoni e alcune tra le maggiori dive degli anni della Hollywood sul Tevere e della Dolce Vita.

A partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, l?atelier romano di Fernanda Gattinoni divenne meta fissa del jet set internazionale di passaggio per la capitale. Tra le sue clienti, oltre a first ladies e ambasciatrici – da Evita Peron a Claire Boothe Luce – si ricordano una quantità di stelle del cinema tra cui Anouk Aimée, Ingrid Bergman, Lucia Bosé, Bette Davis, Marlene Dietrich, Rossella Falk, Audrey Hepburn, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Kim Novak, Lana Turner e Monica Vitti.

Proprio a loro, alle attrici che elessero Fernanda Gattinoni come loro sarta prediletta, è dedicata questa mostra. Il percorso si aprirà con gli abiti del guardaroba privato e i costumi di scena di Europa 51 (1952) e Fiore di Cactus (1969) realizzati per Ingrid Bergman, per passare a Lana Turner, affezionata cliente di Fernanda Gattinoni fin dal 1953, quando giunse a Roma per interpretare La fiamma e la carne (1954), film souvenir negli economici studi di Cinecittà. Si passerà poi ad alcuni esemplari della collezione Casanova (1958) appartenuti a Kim Novak, fino ad arrivare alla micro-collezione di petites robes noires, provenienti dal guardaroba personale di Anna Magnani.
Una sezione speciale sarà infine dedicata ad Audrey Hepburn e ai costumi che Fernanda Gattinoni le realizzò per il ruolo di Natasha in Guerra e Pace (1956). Da allora anche Audrey, pur non interrompendo il suo sodalizio con Givenchy, si trasformò in una delle habitué di Madame Gattinoni.
A fianco di 23 creazioni, tra costumi di scena e abiti di vita privata, verranno esposte le fotografie che illustrano il rapporto tra questa protagonista della nascente moda italiana e molte stelle del cinema internazionale. Saranno infine proiettati documentari storici sulla maison e spezzoni di film come Europa 51 (1952), Guerra e Pace (1956), Siamo Donne (1956) e Fiore di cactus (1969).
Fernanda Gattinoni
di Sofia Gnoli, curatrice della mostra
Gli esordi
“Basta saper guardare come si muove una donna per intuire quali rivelazioni e quali aiuti aspetta dalla nuova stagione della moda”, sosteneva Fernanda Gattinoni, la sarta italiana che ha regalato alla moda quel mix di eleganza e semplicità che si sarebbe trasformato nel filo conduttore dello stile italiano.
Fernanda Gattinoni (1907-2002) fu, insieme alle Sorelle Fontana e a Jole Veneziani, a Biki e a Germana Marucelli, una delle pioniere dello stile italiano. Giovanissima, trasferitasi a Londra, iniziò a lavorare come apprendista da Molyneux. Verso la fine degli anni Trenta, rientrata in Italia, si stabilì a Roma dove trovò un impiego nella celebre sartoria Ventura, fornitrice ufficiale di Casa Savoia. Nel 1944, in un piccolo appartamento accanto a Porta del Popolo, iniziò a realizzare abiti con il suo nome. La prima cliente fu Clara Calamai che le ordinò un cappotto di velluto verde.
Fernanda Gattinoni, ritratta da Brunetta, 1958 © Gattinoni
Il successo
Fin dagli esordi emersero le principali caratteristiche del suo stile: l?amore per ricami sontuosi, quello per il drappeggio e, al tempo stesso, anche se potrebbe sembrare contraddittorio, la passione per lo stile sobrio e rigoroso, che aveva appreso durante il suo apprendistato londinese. La sua propensione per l?essenzialità viene messa in evidenza anche da una fuoriclasse del giornalismo di moda Irene Brin che scrisse: “Fernanda vestì in flanella grigia, nettamente anglosassone, la maharani di Palampour, abitualmente drappeggiata d?oro. Vestì in semplicissime sete lombarde Evita Peron, abitualmente ruscellante di svolazzi e piume”.
Oltre che dal jet set internazionale l?atelier di Fernanda Gattinoni era frequentato da artisti e registi, da Renato Guttuso a Roberto Rossellini. Fu quest?ultimo a presentarle nel 1950 Ingrid Bergman che sarebbe diventata una sua affezionatissima cliente. Per la Bergman, Fernanda realizzò anche gli abiti di scena di diversi film, tra cui, Europa 51 (1952), Viaggio in Italia (1954) e Fiore di Cactus (1969). Presto Fernanda divenne una delle sarte più amate della Hollywood sul Tevere. Negli anni Cinquanta si rivolsero a lei manipoli di attrici chiedendole abiti per il set e per la vita privata. Da Anna Magnani a Audrey Hepburn, da Lana Turner a Kim Novak.

Nel 1981 la Gattinoni fu affiancata, nella sua attività, dal figlio Raniero (1953-1993) e da Stefano Dominella, attuale presidente della maison. Allora, accanto alle collezioni boutique e all?alta moda, la maison Gattinoni lanciò diverse linee di prêt-à-porter. Dopo la prematura scomparsa di Raniero, Fernanda ha continuato a occuparsi dell?atelier fino alla sua morte avvenuta nel 2002.
L’incontro con Audrey e Guerra e pace

Nel 1955 Maria De Matteis, costumista di Guerra e pace (1956) di King Vidor, chiese a Fernanda Gattinoni di realizzare i costumi di Audrey Hepburn nel film.

Era un pomeriggio di primavera quando la Hepburn varcò per la prima volta la soglia dell?atelier di via Marche: “indossava un semplice vestito accollato e lunghe calze di cotone nero. Nel foulard di seta annodato sotto il mento, il viso, magro ed espressivo, appariva senza trucco”.

Fernanda amò a tal punto i costumi dalla foggia fluida e verticale che aveva realizzato per il film, che quasi contemporaneamente, ispirandosi alla protagonista di Guerra e Pace, dedicò allo stile Impero la linea Natascia. La stessa Audrey fu la prima fan della collezione e ordinò ben cinque abiti e un mantello. Da allora la Hepburn rimase una delle più assidue clienti della Gattinoni. Anche se all?epoca si instaurò le due un rapporto di confidenza, non divennero mai veramente amiche “era troppo perfettina, e a me i perfettini non piacciono”, avrebbe poi confessato Fernanda. Ciò nonostante la grande sarta ne riconobbe sempre l?insuperabile eleganza “aveva un fisico eccezionale. Alta e snella, qualsiasi abito indossasse diventava essenziale e luminoso come un gioiello”.

CONDIVIDI SUI SOCIAL

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione).
Possiamo usare solamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando tutti i cookie ci aiuterai ad offrirti una migliore navigazione sul sito. Leggi la nostra Cookie Policy