Si fa spazio tra gli ospiti, raggiunge l’entrata ed accoglie tra i flash impazziti la signora Clio Napolitano.
La protegge con una mano sulla spalla fino al suo posto. E’ bello incrociare lo sguardo di queste due signore dallo sguardo timido, ma fiero.
La sfilata di Raffaella Curiel inizia solenne: buio assoluto sotto le note di Mameli con il pubblico tutto in piedi. In passerella il tricolore “indossato” in onore dei 150 anni dell’unità d’ Italia. Raffaella Curiel rende omaggio al suo paese e poi inizia con l’esplosione di colori della collezione primavera-estate 2011. Di grande raffinatezza e sensualità, la sua è una collezione che raccoglie l’essenza dei fiori, nelle forme e nei colori.
Le corolle dei glicini, diventano collo per la giacchina aderente con le maniche appena sopra i polsi. I papaveri si allungano stampati o ricamati sui busti. I tubini tinta unita o colorati sono sublimi, con scollature ampie e gonne drappeggiate e riprese al fianco, di estrema perfezione. Le spalle sono deliziosamente messe in risalto da spalline sottili o doppie, appena scese sul braccio. Un richiamo agli anni cinquanta per qualche gonna. Fiori ovunque, e di qualunque tipo.
Si ispira a quelli di campo, ma anche alle distese impressioniste. Produce cappottini che si “schiudono” su abiti stampati, ricchi di rouches e di dettagli. Non è però una donna leziosa, quella di Raffaella Curiel, ma piuttosto consapevole della propria femminilità.
Tutto è curato e perfetto. La sposa è botticelliana, con una coroncina di anemoni colorati e un ampio abito stampato con fiori in colori delicati. Molto applaudita e molto apprezzata, la sfilata si chiude con una emozionata Raffaella Curiel, accompagnata in passerella da sua figlia.
Annamaria Di Fabio.
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