Non potrebbe iniziare con più mondanitá questa nuova giornata di sfilate: ospite di Max Mara la star Katie Holmes, seppur senza Tom Cruise. I flash impazziscono di prima mattina e l’ospite vip siede in prima fila. Max Mara porta in passerella la sua consueta funzionale eleganza. Bianco e colori tenui aprono il defilé. Tessuti morbidi e caldi: alpaca e mohair in pelo lungo, pelle, puro cammello e cachemire. La donna Max Mara veste giacche e cappotti eleganti dalla forma comoda, abbinati magari a pantaloni aderenti a sigaretta. Una donna moderna, pratica, attenta allo stile, urbano e sofisticato allo stesso tempo. Non manca l’effetto sorpresa dato dai nuovi abbinamenti che il brand presenta: gonne maculate, abiti o cappotti a "coperta", effetto sparkling seppur discreto richiamato negli abiti serali. Una collezione che non si fa mancare nulla.

Gusto retrò invece per la Blugirl di Anna Molinari che si ispira al mood British e immagina un viaggio in Inghilterra alla riscoperta di un’eleganza raffinata letta in chiave fantasiosa. Calza maschile abbinata a stivaletti in camoscio, cappelli “a la garconne” in tinta unita o bicolore, lunghe collane con doppio giro e pizzi per i temi serali. Dettagli in pelliccia che arricchiscono i toni bon ton presenti in collezione.

La femminilità della donna Fendi gioca su un concetto di faux-sage e faux-sauvage, ovvero inattesi contrasti e abbinamenti opposti danno vita a un’attitudine alla femminilità diversa. Tripudio per la pelliccia che osa, colpisce e non passa inosservata. Le borse, oggetto cult per il brand, a bauletto, clutch o più grandi per il giorno.

Ermanno Scervino si ispira agli anni ’70 e porta in passerella una collezione che fa del color cammello il nuovo nero. Capo must have: il cappotto lungo. In procinto di aprire una boutique monomarca in rue Faubourg Saint Honoré, Scervino disegna pantaloni a zampa, camicette, longuette in pelle e maniche a tre quarti. Presenti anche shorts e tute in total black.
Le scarpe sono altissime, tacco 15 cm, con plateau: tronchetti, décolleté chiuse e sandali aperti indossati con calzettoni maschili. Tra gli accessori in stile Seventies vanno citati i guanti di pelle lunghi. Altra grande novità: alla pelliccia classica declinata in cappotti preziosi, colli e maniche in pelo, Scervino affianca l’ecofur ovvero maglia sfrangiata leggera per colli, manicotti e accessori.
Colore, fantasia e soprattutto alfabeto!

D&G fa delle lettere il leit motiv di collezione per il prossimo Autunno/Inverno. Il lettering diventa protagonista delle stampe o soggetto per i pendagli della pochette. Lo stile è urbano. Le giacche hanno un taglio maschile, le gonne sono a tubo lunghe fin sotto il ginocchio.

Haute invece ritorna agli anni ’30. Confermati alla direzione creativa del brand i due stilisti inglesi Catherine Brickhill e Marcus Constable, la collezione si ispira alla storia di Papillon, un romanzo scritto da Henri Charrière, con protagonista un giovane gangster di Parigi che condannato innocente, non perderà mai la voglia di libertà. Il tutto nella collezione è trasformato con volumi morbidi, forme dalle silhouette moderne, tessuti e fantasie mischiate. Il broccato è abbinato al tweed o con abiti serali di paillettes. Lussuosa sartorialità evidente nei lunghi cappotti e nei compositi abiti per la sera. Asimmetria e forme destrutturate i refrain della collezione. La femminilità si esprime attraverso una forte sperimentazione.

Krizia lancia un messaggio forte e chiaro, presentando una donna smaliziata che vuole prendere le distanze dalla volgarità dilagante e lo fa con coraggio ed estrosità. La donna di Krizia è ottimista, si rivolge al futuro pensandolo migliore e facendo della voglia di libertà la sua arma di seduzione. C’è arte, amore per il viaggio e un po’ di sana follia in questa collezione. In passerella sfilano lunghezze medie, abiti asimmetrici e la cura dei dettagli estrema. Drappeggi, microbalze e sovrapposizioni. E ancora scarpe altissime abbinate a calzettoni da uomo.

Luisa Beccaria conferma la tendenza della sua donna avvezza a guardare epoche lontane senza tralasciare i dinamismi dei tempi moderni e per questa collezione sceglie atmosfere che spaziano tra Oriente e Occidente.

Grande attesa per la sfilata di Prada e Miuccia Prada, stando ai primi commenti a caldo, non ha disatteso le aspettative neppure quest’anno. Riconfermata la pelliccia, che diventa capo esclusivo, moderno e immancabile. La donna Prada ancora una volta sorprende e poi conquista.
Ispirazione anni ’60, declinazione Prada. Abiti a trapezio, bottoni vistosi e  cappotti college.
Tutto è giocato su abiti e cappotti abbinati a stivali bassi.
Se il lurex sta dominando le passerelle, la signora Miuccia sceglie di non esibirlo nella sua collezione donna, mentre è stato uno dei leit motiv della precedente collezione uomo. Dominano invece stampe grafiche e colori tenui, quasi spenti.
Novità in passerella: una sorta di effetto peluche che, siamo certi, non passerà inosservata. Le cinture sono indossate basse, sui fianchi, gli stivali bassi dominano con variante in pitone. Ancora una volta Miuccia Prada presenta una donna raffinata, ma che gioca e provoca con gli stessi diktact che la moda imporrebbe.

Si cambia scenario e si va a New York! È da lì che Albino d’Amato parte per dar vita alla sua nuova collezione. È una donna cosmopolita e moderna. Veste con eleganza senza tralasciare la cura dei dettagli. Lurex sulla schiena per camicie e cappotti, pelliccia per i manicotti o a decorare giacche e gonne. Materiali preziosi abbinati artisticamente donano un’allure sofisticata ma non convenzionale. Sartorialità contemporanea. Colori principalmente sui toni scuri, ma anche azzurro ceruleo e stampe dalla palette che richiama la tavolozza di Rothko. Materiale must have: filato di lurex. E per gli accessori, scarpe alte perfettamente abbinate ai loro outfit.

Luciano Soprani conferma la tendenza che vede unire riferimenti prettamente serali quali il pizzo ai materiali convenzionalmente più diurni come la maglieria.

Anteprima, disegnata dalla stilista Izumi Ogino, si ispira invece al futuro, al tema dello sport. La giornata si chiude con una donna che veste “sport chic”, una reinterpretazione della stilista alle future Olimpiadi del 2012 previste a Londra. Da qui la scelta di materiali più tecnici, silhouette che prestano attenzione alla funzionalità, capaci di essere fluide seppur dalle forme scultoree. Accessorio must: la pochette in visone, cavallino e piume.
Di Simona Scacheri.

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