Se per la collezione Primavera-Estate 2011 di Gabriele Colangelo traduce la sperimentazione del fotografo tedesco Wolfgang Tillmanns in una tensione al movimento e leggerezza in divenire, nella collezione per il prossimo autunno inverno 2011/12 conferma il suo amore per l’arte .

L’equivalenza interattiva di materia e colore e la forma, intesa come forma di materia e colore, sono alla base della nuova ricerca tessile della collezione Autunno Inverno 2011/12 Gabriele Colangelo.

La propensione di Alberto Burri all’arte polimaterica è di ispirazione per una esperienza tessile otticamente tattile: il risultato si tocca anche con l’occhio.

In un rapporto di contiguità tra fibre diverse per aspetto e spessore, tra superfici lisce e trame corrusche e granulari, tra colori dalle valenze sature e tonalità mute, si crea un sequenza circolare. Le trame assumono consistenza e intensa individualità, di cui si avverte fisicità, dimensione e peso.

La lana da cappotto, con ricchezza di disegno graduato negli spessori, riproduce le spaccature dei cretti burriani, per contrazioni jacquard e fessurazioni.

Ora infeltrisce, con un andamento quasi organico di filamenti bicolore, ora è ingabbiata da nylon brillante, che cattura la luce e la riflette in bagliori inusitati per il contrasto con l’opacità del tessuto.

Sottilissime ragnatele trilobate si mescolano con bouclé lievi per creare maglie leggere, percorse da una corrosione che rende la superficie scabra e continuamente in movimento. Diventano poi impalpabili orditi privi di ogni residuo laniero, posati su fragili piattine trasparenti, su cui colano lamine metalliche screpolate, proprio come nell’opera “Nero e Oro”: versione contemporanea del decoro.

I materiali si accostano e si mischiano, si lacerano e si scompongono, per creare nuove e originali combinazioni: l’agugliatura fonde i fili del feltro secco e piatto con quelli del broccato a rilievo o quelli flottanti di frange lurex.

Esito della collaborazione con le migliori tessiture italiane, frutto di ricerca e della cultura della qualità, i materiali più innovativi sono stati creati con la sapiente tradizione di Canepa SpA, che ha saputo tradurre la sperimentazione artistica in tessuti speciali ed esclusivi.

Tutto si esprime in vibranti tonalità tratte dalla terra, dal grigio bluastro delle pietre laviche al rosso magmatico, al verde intenso della malachite fino alla satura terracotta.

Geometria e materia procedono inscindibili: la linearità delle silhouette si coniuga al crêpe doppio e battuto e si alterna alla fluidità del crêpe de chine enzimato.

La pelliccia di astrakan, leggerissima, è devorata a laser sul panno di lana, per poi ricomporsi in un vello continuo smerlato.

Si moltiplica in un mosaico di tessere bicolore, miste a suede, nella sua versione in alpaca, acquisendo la leggerezza di piume aeree, grazie a una sapiente tecnica artigianale.

Accessori accurati, realizzati da specialisti: le pumps, essenziali, dall’intenso purismo, in vitello spazzolato, sono disegnate e prodotte da Cesare Paciotti.

Le borse, in pelliccia e tessuto, sono realizzate da Borbonese su disegno Gabriele Colangelo.

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