Per la difesa quello di Michael Jackson fu un ‘gesto estremo’

La morte di Michael Jackson continua a far discutere, non si fermano le polemiche sugli ultimi giorni del "Re del Pop".

La morte di Michael Jackson continua a far discutere, non si fermano le polemiche sugli ultimi giorni del "Re del Pop".

Gli avvocati che difendono il dottor Conrad Murray sostengono che il cantante ricorse ad un "gesto estremo" a causa dell’insonnia e dell’irritabilità nate dalle grandi difficoltà economiche e finanziarie.

Il team difensivo del medico accusato di omicidio colposo, per la morte del cantante di "Thriller" a causa di un sovradosaggio di Propfol nel giugno del 2009, ha sostenuto durante l’udienza pre-processuale di ieri che Michael ricorse a "misure disperate" dopo giorni di forte depressione per i suoi gravi problemi finanziari.

L’avvocato Edward Chernoff, che guida il team difensivo, ha chiesto con forza di vedere e studiare  la documentazione finanziaria del cantante per avvalorare questa ipotesi.

Al giudice della Corte Suprema di Los Angeles ( Michael Pastore) l’avvocato ha ricordato che " il punto cruciale della vicenda verte sull’instabilità finanziaria di Michael Jackson, un uomo con gravi difficoltà a gestire un patrimonio in evidente stato di perdita finanziaria, un personaggio famoso che non ha retto il peso di una situazione complicata ed e’ ricorso ad un gesto estremo".

Una richiesta respinta dal giudice, che l’ha definita "una pesca in alto mare" Pastore ha concordato con il vice procuratore distrettuale David Walgren ( che ha sostenuto la tesi della negligenza professionale) che il medico non si prese adeguatamente cura della star nel suo ultimo di vita.

"Non ho la minima intenzione di trasformare un processo di omicidio colposo involontario in un teatrino sulle analisi delle finanze e sulle ricchezze di Michael Jackson".

Ma la difesa ribatte che la dose letale venne "autosomministrata" dal cantante, che cercava disperatamente di prendere sonno, mentre il medico era fuori dalla stanza.

Non è mai emersa la parola suicidio, mai, ma solo "un disperato tentativo di prendere sonno, di isolarsi dai problemi, di un gesto estremo."

Il detective Orlando Martines, test in una precedente udienza, aveva confermato la difficoltà del cantante a prendere sonno, l’esistenza di malesseri che avrebbero potuto mettere in forse la tournè programmata, una serie di tappe che se annullate avrebbero causato una catastrofe finanziaria per la star.
 

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