Emilio Pucci porta le sue geometrie psichedeliche sui tetti di Firenze.
La varietà di ambienti, dalle cancellate ornate alla modernità senza compromessi del terrazzo affacciato sul Duomo, disegnato da Gae Aulenti nel 1968, dove Emilio amava trascorrere del tempo, si riflette nella rifrazione geometrica di stampe, motivi, tagli.
Passato e presente si scontrano ma si affacciano con armonia sulla culla del Rinascimento con look asciutti, a strati, disinvolti e scanzonati.
Facilità. Velocità. Irriverenza. Queste sono le parole d’ordine della Pre-fall 2016 di Emilio Pucci.
Stampe d’archivio, ripensate, incontrano nuove stampe come piume, geometrie “Monreale”, labbra “El Borracho”, fiori per un effetto allegro.
Pucci gioca con i dettagli, le gonne a piega nascondono motivi geometrici nel plissè, gli abiti si fanno corti a tratti insolenti, ma anche lunghissimi con piccole imperfetzioni magistralmente volute.
A dare stabilità è il cappotto, impeccabile, la conferma che nuovi equilibri si materializzano sotto l’egida di uno stemma storico.
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