MODA: FOCUS SU TURCHIA E CINA. VECCHI E NUOVI MERCATI A CONFRONTO

Protagonisti ed esperti del settore provenienti da pi

La crisi del medio oriente e l’instabilità politica legata al bacino del mediterraneo spingono le imprese della moda e del Made in Italy a cercare nuovi mercati e a rimettere in gioco le partnership strategiche con i paesi dell’estremo oriente come la Cina e l’India. Ma anche paesi stabili come la Turchia stanno riscoprendo un nuovo boom che li affermerà prossime potenze economiche. Temi di forte attualità da cui ha preso avvio il forum di oggi a Palazzo Isimbardi “La moda e i nuovi mercati. Nuovi scenari industriali e commerciali”.
Dall’incontro emerge un ritratto inedito della Turchia. Istanbul oggi viene sempre più percepita a livello produttivo come la Cina d’Europa e per la vitalità culturale come la Londra dell’Asia. Il Paese rafforza il suo ruolo di ponte fra Oriente e Occidente, tanto che si prevede che nel 2040 diventerà la decima economia mondiale. Nel panorama attuale la Turchia è  protagonista del comparto tessile, caratterizzato da un crescente sviluppo e  l’Italia resta ad oggi il principale importatore. In Turchia, come in Cina,  sono stati pionieri nei decenni passati grandi marchi di abbigliamento maschile che hanno incontrato fin da allora una forte domanda interna.  Ora si prevede un autentico boom per l’abbigliamento femminile in entrambi i paesi.
In Cina in particolare, come afferma il Console Economico e Commerciale Li Bin per la Cina.  Per Li Bin, le città di seconda e terza fascia offrono più opportunità perché la disponibilità economica del target di consumatori dai  20 ai 35 anni è in crescita. Infatti il Governo punta allo sviluppo della fascia sociale media. Ciò implica una ricchezza sempre meno concentrata e più diffusa e un target di consumatori sempre più evoluti che saranno sempre più orientati ad acquistare moda italiana. Le nostre imprese, per affrontare il mercato cinese e coglierne le enormi opportunità dovranno investire e aprire anche direttamente in Cina. Nel 2010 il giro d’affari fra Italia e Cina è stato di 45 miliardi di dollari e si prevede che nel 2015 raggiungerà gli 80 miliardi di dollari.

Hanno aperto i lavori l’avv. Fiammetta Capecchi, il Dott. Pasquale Cioffi della Provincia di Milano e il Cavalier Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda il quale ha evidenziato come la CNMI stia stringendo attivamente accordi di Collaborazione con l’omologa cinese e quanto sia “Infinitamente piu’ grave la crisi che ha colpito il Giappone, decimo mercato per l’esportazione per l’Italia”.

A tema, nel panel dell’Italia, anche questioni di geopolitica industriale trattate dal Prof. Pigoli di ASERI, Professor Aldo Pigoli, docente di ASERI, Alta Scuola di Economia e  relazioni internazionali dell’Università Cattolica di Milano che ha approfondito e  analizzato le dinamiche di macroeconomia politica che hanno determinato e determinano  la crescita di paesi come Cina e la Turchia. Il Prof. Pigoli ha spiegato come la crisi nord africana abbia posto in evidenza la “imprevedibilità delle crisi politiche e sociali e della interconnessione tra questi eventi e le dinamiche economico commerciali”.

Il presidente di Fiera Milano Dottor Michele Perini ha focalizzato il suo intervento sulla importanza della città di Milano e sul network in essa esistente nel settore moda. Fiera Milano società quotata in borsa si colloca come soggetto sempre più attivo nella città, tanto da aver posto in essere una trasformazione del centro congressuale che verrà aperto tra pochi giorni per rendere un servizio ancor più incentrato nel business e nei servizi per la città e per gli espositori. La moda “è un grande driver” per tutta la promozione nazionale.

Massimo  Costa, segretario generale di Assomoda,  ha trattato il ruolo dell’agente come interlocutore attivo anche e soprattutto per le medie e piccole industrie moda e tessile italiano, evidenziando l’importanza del retail e soprattutto “il fiuto dell’agente nello scovare nuovi talenti “ da lanciare nel mercato.

Questo forum inaugura il ciclo di tre incontri dal titolo “Nuove politiche  economiche della moda,  sfide  ed opportunità nel contesto internazionale”  che nel corso del 2011 affronteranno la moda da diverse prospettive.  Nei prossimi appuntamenti si parlerà de  “I nuovi scenari industriali e commerciali nei processi di comunicazione della moda” e de “La moda tra creatività, etica e tecnologia”.

L’intera iniziativa è organizzata dallo studio Legale & Tributario Capecchi Piacentini Valero, promotore lo scorso anno del Forum a Palazzo Morando su “La Moda italiana e spagnola a confronto”. 

Il ciclo dei tre forum è patrocinato da Provincia di Milano, Comune di Milano, Consolato commerciale cinese a Milano, Consolato commerciale turco a Milano, Consolato generale di Spagna in Italia, Istituto Confucio, Camara de Comercio de Madrid, Camera di Commercio Italo russa, Camera Nazionale della Moda Italiana, Asociacion de Creadores de Moda de Espana, Fondazione Italia Cina.

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