Un’architettura emozionale per il flagship enel

Enel punta sul Design per la realizzazione del nuovo Flagship store di Milano in via Broletto.

Enel punta sul Design per la realizzazione del nuovo Flagship store di Milano in via Broletto.
Un progetto firmato da Inarea e nato dal desiderio di raccontare il futuro che si sta già compiento
.

Il “Punto Enel” non è un semplice contenitore ma uno spazio da cui far sprigionare contenuti.

Un luogo di incontro che darà vita a eventi, spettacoli, convegni con il denominatore comune dell’energia, quella che Enel fornisce a oltre 60 milioni di clienti in tutto il mondo.

Inarea ( Inarea  Identity and Design Network, società fondata e diretta da Antonio Romano) è una rete internazionale e indipendente di designer, architetti, strategist e consultant, specializzata nella creazione e gestione di sistemi di identità, divenuta nel tempo una delle realtà più interessanti ed importanti a livello nazionale ed internazionale.

Il design che è stato impiegato come leva dell’identità Enel, ha abbracciato ogni aspetto: la concettualizzazione, l’architettura, la comunicazione, la segnaletica interna ed esterna, i prodotti, i servizi e l’abbigliamento. Ogni elemento concorre perciò a sottolineare il nuovo profilo identitario Enel: da ex monopolista a player mondiale dell’energia. Da qui un nuovo concetto di flagship store: da spazio di rappresentazione a tempo di esperienza.

Il progetto anticipa il rebranding della rete di negozi presenti in tutta Italia e ha conservato il nome “Punto Enel” perché capace di tenere unite tutte le attività in un unico spazio o, meglio, concetto; che ha avuto la funzione di criterio guida: “da Point of Sale a Point of Contact”.

Il visitatore è immerso in un ambiente dove è naturale stupirsi, divertirsi, informarsi. A sorprendere è anche l’equilibrio tra forme e colori: si è accolti da uno spazio bianco che fa da grande cornice ed esalta i volumi blu e arancio (cromie corporate). Quindi le immagini e i suoni, che danno vita a una sorta di contemporanea “stanza delle meraviglie”.

Un’architettura emozionale, diventa, in definitiva, lo specchio di un modo di intendere la relazione con le tante e diverse categorie di pubblico. Del resto, comunicare mai come in quest’epoca vuol dire creare spazi – materiali o immateriali – di relazione, dove le persone possono vivere esperienze ed entrare in contatto tra loro.

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