Gli scienziati hanno “imbottigliato” il profumo di una cometa, non è esattamente una fragranza di gigli e rose, anzi, il risultato è assai distante dal borotalco o dall’acqua di Colonia!

Già, le comete sono meravigliosi corpi celesti, da sempre appassionano gli uomini e stregano gli amanti delle stelle e del firmamento, tuttavia il loro odore è tutt’altro che celestiale.

Il profumo del “futuro” è stato appena messo a punto dagli scienziati di The Aroma Company, un’azienda britannica specializzata in “tecnologia di marketing degli odori” ed è ispirato all’odore dell’aria che si respira sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, quella su cui due anni fa è atterrato Philae, il lander della missione Rosetta dell’Agenzia spaziale europea.

Se avete sempre sognato di andare sulla Luna, non vi resta che inalare la fragranza delle stelle, ma attenzione, è più vicina a uova merce, urina di gatto e mandorle amare a causa dei gas presenti nella superficie.

A dirla tutta, i presupposti non promettono benissimo, anche perchè l’elenco dei gas identificati includono il solfuro di idrogeno, ammoniaca e acido cianidrico, molti di questi velenosi e quindi  sostituiti con analoghi nella creazione di questa particolare “fragranza” commissionata da Colin Snodgrass della Open University e realizzata da The Aroma Company, la società basata nel Regno Unito che porterà la nuova essenza direttamente alla Summer Science Exhibition 2016 dove i più curiosi potranno annusare cartoline impregnate di Eau de 67/P.

La compagnia sottolinea che il risultato non è così sgradevole come potrebbe sembrare…ma curiosità a parte e voglia di proiettarsi anche per pochi secondi nello spazio, sarà difficile che il profumo verrà realmente indossato per un appuntamento galante.

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