“Ho voluto una sfilata in cui lo styling non sovrastasse gli abiti”
Le evoluzioni non finiscono mai, e lei, Miuccia Prada, con il suo mondo estetico e il suo modo di vedere la moda, ne è una stupenda artefice. Ancora una volta ci sorprende e cambia rotta senza esitazione. Nella sfilata Primavera Estate 2017 abbandona l’esplorazione storica e i suoi viaggi immaginari per un racconto del presente senza orpelli e sovrastrutture culturali.

Quasi volesse rappresentare il bello e il brutto dei nostri anni. Un quotidiano, pieno di contraddizioni, si riflette nei suoi abiti testimoni di una nuova eleganza semplice come le gonne, i maglioni o un pigiama cinese. Una semplicità con una chiave di lettura che altro non è, che una richiesta causata dalla complessità del mondo di oggi.

Anche il corto girato da David O. Russel, che sarà presentato in anteprima a Los Angeles e di cui sono stati proiettati dei frammenti in sala, nato da una conversazione con la stessa Miuccia Prada, racconta di questa naturalezza.

Lo stesso tema portante di tutta la collezione e vede convivere le mutande di lana sotto le giacche e le gonne a pieghe, i pigiami cinesi con le piume di struzzo sulle maniche e agli orli dei pantaloni, gli impermeabili fascianti sono fermati con velcro, le gonne a portafoglio hanno il lato sovrapposto dall’orlo di piume, gli shorts con il davanti a gonna, le giacche diventano in tessuto finestrato o di pelle multicolor.

E ancora, l’abito sottoveste nero con piume si indossa sopra una camicia stampata, molte le piccole canottiere con bordo di piume o i reggiseni a bustier.

Il tutto convive in un perfetto “caos” multi stile che ben rappresenta i giorni nostri.

Una collezione in grado di esprimere un’attitude “intima” e semplice che appartiene da sempre all’universo femminile. Una nuova visione che, ne siamo sicuri, influenzerà ancora una volta le tendenze della moda per la prossima stagione 2017, come solo Miuccia Prada riesce a fare.

Di FRANCO LORENZON

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