A noi gli occhi

Qual è il colore degli occhi più raro?

Il colore dei vostri occhi è raro o comune? E come è possibile sedurre con lo sguardo? Ecco cosa dice la scienza.

Quale è il colore di occhi più raro? Come si può usare lo sguardo per sedurre? E quanto dovrebbe durare il “contatto visivo” in caso di flirt?

Questo sono delle classiche domande per la gente comune, ma anche la scienza studia queste situazioni, per elaborare le teorie e trasformarle in numeri. Ma vediamo di capirci qualcosa in più, cominciando col dire che il colore degli occhi è determinato dalla quantità di melanina presente nella parte anteriore e posteriore dell’iride.

Qual è il colore più raro?

Il colore più raro è il color ambra, seguito da violetto, rosso e nero, che però non sono tonalità vere e proprie ma variazioni di blu e marrone che in certe condizioni di luce sembrano assumere quei colori quasi fantascientifici.

Il colore verde è uno dei colori meno comuni, è più diffuso nei paesi britannici ma comunque limitato a meno del 2% della popolazione mondiale, mentre ovviamente il colore più comune è il marrone, in tutte le sue declinazioni.

Come usare lo sguardo per sedurre?

Conquistare “a colpo d’occhio” ha delle “regole” non scritte, ma che ci vengono spiegate in modo scientifico dai ricercatori. Il “contatto visivo dovrebbe durare circa 3,3 secondi, al di sotto di questo tempo risultiamo sfuggenti, mentre al di sopra, rischiamo di essere invadenti.

Questo codice di comunicazione è complesso e non sempre controllabile, perchè rientra nel campo delle azioni involontarie. Secondo gli appassionati di linguaggio del corpo, gli occhi delle persone conversano quanto le lingue. Guardandoci comunichiamo intenzioni ed emozioni, dimostriamo più o meno interesse a leggere dentro al nostro interlocutore e gli concediamo la nostra disponibilità a essere letti.

Un articolo appena pubblicato da un gruppo franco-finlandese su Consciousness and Cognition passa in rassegna i benefici del guardarsi: farlo mentre ci si parla aumenta l’attenzione, aiuta a memorizzare i contenuti verbali, rende più consapevoli di sé e spinge le persone a collaborare.

Chiunque sia stato innamorato sa quanto sia bello perdersi l’uno nelle pupille dell’altro. «Il contatto visivo è pieno di sottili sfumature. O si è dei bravi attori o è meglio essere spontanei»

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