La sfilata di Parigi segna un ritorno al DNA di Guy Laroche: fare della sensualità la parola d’ordine della modernità.

Il guardaroba maschile e femminile sono ben distinti nella collezione Autunno / Inverno 2017-18 della Maison che si ispira agli archivi e a due foto storiche: una di Patrick Bertrand della collezione Haute Couture del 1971, intitolata “Notte Nera in crêpe”, e l’altra di W. Marshall per la collezione Haute Couture del 1972, intitolata “Pellicce colorate”.
Una rappresenta una donna in un seducente abito nero lungo in crêpe e l’altra una donna in pelliccia.

Abiti sensuali, lussuosi, seducenti che strizzano l’occhio agli anni ’70 e celebrano l’eterno femminino con intrigante delicatezza.

Sulla passerella è un crescendo di emozioni e di maestria sartoriale che si traduce in tagli precisi, senza risultare però minimalisti, anzi, al contrario, pur epurati rinnovano con forza forme senza tempo.

Per la sera gli abiti da cocktail sono asimmetrici e con spalline sottili, o lasciano la schiena nuda, facendo della pelle un elemento grafico che illumina la silhouette.
I pantaloni sono ampi, plissettati e con le cuciture che si fondono con le tasche in modo quasi impercettibile, perché sia il corpo di chi li porta a disegnare l’abito.

La palette dei colori ricorda le sfumature di pietre preziose e combina in modo armonioso il verde serpente al blu elettrico o al rosa fluo, per andare oltre i colori primari classici.

Cashmere, maglina, ricami delicati, pelliccia di volpe o visone sono i materiali scelti per dare forma ad una nuova uniforme quotidiana sublimata e seducente.

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