Ha sfilato durante la Milano Fashion Week la collezione SS 2019 di Mario Dice, il racconto di un avventuroso viaggio nel continente Sud Americano. Una Betty Catroux dei giorni nostri. Una musa, una donna con un grande senso dello stile, con una forte personalità e un’eccezionale sensibilità che la porta a collezionare memorie di paesi e culture lontane. Assorbe suoni, sapori, profumi che reinterpreta per continuare a reinventare il suo mondo.

L’approccio couture distingue questa collezione primavera/estate 2019 che mixa l’artigianalità esclusiva del marchio con una creatività esuberante. Il denim viene nobilitato con un sofisticato patchwork di diverse tele di jeans, ricreando il volto di Betty Catroux, celebre musa di YSL, su un maxi dress con un profondo scollo a V.

Il viso dell’icona fashion appare anche su una T-shirt dress realizzato assemblando diversi nastri di seta, stampati con una tecnica a cera, mentre preziose frange di cristallo disegnano un motivo grafico tribale su una jumpsuit con scollo drappeggiato.

Prima dell’inizio della sfilata, il designer ci ha svelato qualche dettaglio in più su questa collezione che segna un momento importante della sua carriera. Scopriamo perché?

QUEST’ANNO FESTEGGI 25 ANNI DI CARRIERA. CHE IMPORTANZA HA QUESTA SFILATA PER TE.

Un’importanza che deriva forse da una crescita sia professionale, che personale. Spero di imparare ancora tanto e di crescere sempre più.

IN CHE COSA SI DIFFERENZIA QUESTA COLLEZIONE DALLE ALTRE?

È volutamente un omaggio più a me stesso, nel senso che ho sviluppato quello che è il mio pensiero della donna. Ci sono molti look forti senza essere condizionato da quelli che sono i dictat  e le regole che di norma un pret-à-porter impone. Credo sia un po’ diversa da quelli che sono i canoni generali della moda.

DOMANDA D’OBBLIGO: L’ISPIRAZIONE?

Rappresenta appieno la donna: Mario Dice. Nasce da una forte influenza gipsy ed etnica, come immagine di donna e viso, ho preso ispirazione dalla musa di Yves Saint Laurent: Betty Catroux. Mi piaceva quello che entrambi avevano nella loro idea di viaggio e nel pensare al mondo gipsy ed etnico. Erano due personaggi che viaggiavano moltissimo, ma nonostante vedessero posti bellissimi, la loro visione gipsy ed etnica, non era mai ovvia o scontata. Ed è questo che voglio esprimere in questa mia questa collezione.

PROSSIMI PROGETTI O QUALCOSA CHE VORRESTI REALIZZARE A BREVE?

Mi piacerebbe sicuramente crescere ancora professionalmente con la mia ricerca stilista e sartoriale e aprire il mio primo monomarca.

Di FRANCO LORENZON

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