Les Copains ha rivoluzionato il mondo della maglieria a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta, con capi che ancora oggi sono delle icone: la giacca di maglia destrutturata in cordonetto, i micropull, i coordinati in maglia che hanno dato il via ad un modo di vestire agile e decontratto.
In un periodo in cui la moda italiana era legata al concetto rigoroso di sartoria, Les Copains ha scommesso su sperimentazioni a livello tecnologico, con l’impiego di moderni macchinari per le lavorazioni che sono diventate una sigla, come la treccia, la costa inglese e la grana di riso.
Lavorazioni ricercate che ritroviamo nella capsule collection per il prossimo autunno inverno 2019/20 dove la maglieria, inesauribile territorio di indagine per Les Copains si esprime attraverso un’offerta pregiata fatta di punti canestro, trecce alternate al rasato o coste in puro cashmere, filati stoppino in lana-cashmere, mohair e baby alpaca.

Righe alte, lavorazioni particolari come il punto pannocchia mulinato lurex oppure un intarsio-jacquard garzato leggerissimo nel quale ritorna l’idea dell’arazzo. Tema dominante di tutta l’intera capsule collection ricca di suggestioni dei motivi decorativi di arazzi e tappeti antichi.
Cardigan differenziati nei volumi e nei pesi, mini e basico ma anche lunghissimo e speciale da portare con il maxi abito sempre in maglia, over da chiudere con cinturine in pelle.
Un guardaroba classico ed essenziale ma ricco di sfumature che si racconta nella tonalità base dello stucco alla quale si accostano i tortora e l’antracite, fino al fucsia iper-femminile.

La punta di diamante della collezione per il prossimo inverno è senza dubbio la morbidezza di un panno zibellinato jacquard tapestry in puro cashmere ma l’intera linea, fatta di capi chic e funzionali, scommette su materie prime, nobili e performanti.
Per i caban il panno e i double restano fondamentali, ora completati da polsi o colli in maglia a coste, da passamanerie tricot, ora con dettagli in raso oppure in pelle e camoscio.

Montgomery e parka affiancano i cappotti fantasia insieme a tecnici con dettagli paillettes o trapuntature orizzontali maglia e nylon.
Le giacche esprimono, attraverso l’impiego dei principali materiali, la gamma di tutte le textures presenti, dal blazer tartan da indossare con il pantalone largo per un tailleur coordinato dal carattere forte alla giacca jersey stretch sfiancata, pulitissima e passepartout, passando per la flanella gessata.

Grande spazio al jersey anche in una nuova versione soffice e calda, che ricorda la maglia e dona ai capi una brinatura lurex.
Abiti e gonne scelgono linee definite per i tubini e i sacchetti mentre i nastri – riservati a chemisier in seta e gonne mosse – ammorbidiscono il look. I capi sono arricchiti da impunture aperte ed evidenti, vele metalliche e gros-grain rigati lurex.
I pantaloni sono concepiti per essere completati dai top fluidi e indossati con la maglieria. Continua l’esplorazione del tema delle paillettes: per una giacca guru o come elemento riga, come accessorio per le pashmina e naturalmente per la maglieria, sia micro sia macro.
Significativa è la doppia lettura data alla giacca logo: stile Flag, sportiva ma impeccabile in cashmere accostata alla versione lurex doppio petto con spalla con piega costruita.

Una collezione che guarda al futuro prendendo spunto dall’heritage e riesce appieno a conciliare la fedeltà alla propria immagine con l’esigenza di agganciare un pubblico più giovane.

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