La settimana della Moda di Roma

La settimana della Moda di Roma: le sfilate per la PE 2019

Si è conclusa Altaroma, la settimana della moda di Roma ha portato sulle passerelle le collezioni per la prossima PE 2019. Scopriamole insieme!

Giovani stilisti, designer indipendenti, firme importanti e tanta creatività.
La settimana della Moda di Roma, organizzata da Altaroma, ha scelto il Pratibus, uno spazio polifunzionale di 5000 mq, come location per la Kermesse.
4 macro aree hanno ospitato sfilate, presentazioni e dibattiti che hanno animato un’evento ricco di spunti e fucina naturale per i nuovi designer.
Dal Fashion Hub con il progetto Showcase che ha coinvolto numerosi brand emergenti di abbigliamento e accessori moda fino all’area dedicata alle Scuole e alle Accademie: Costume e Moda, Koefia, Maiani, Altieri, Del Lusso e Accademia delle Belle Arti di Roma.
Sorprendete la sfilata collettiva International Couture promossa dall’Istituto Culturale Italo Libanese come pure quelle dei nomi storici che continuano ad incantare la Capitale con le loro creazioni.
Gattinoni, Sylvio Giardina, Giada Curti, Sabrina Persechino, Nino Lettieri e Malo.

Scopriamo nel dettaglio le loro creazioni per la prossima Primavera Estate 2019 che hanno sfilato a Roma.

Eccentrica, curiosa, ribelle. Personalità forte e irriverente. Ecco la new-lady di Gattinoni che il direttore creativo di Gattinoni, Guillermo
Mariotto, ha scolpito plasmandola sulla colta moda della maison rielaborandone i canoni, rifondandoli, destrutturandoli affinché possano essere investiti di nuova luce e di nuova bellezza elevandoli ad un nuovo valore.

“Upcycling” è il tema della nuova collezione che sfila a Roma, non casualmente, negli spazi del Macro Asilo, nuovo progetto di Giorgio de Finis che ha trasformato l’intero Museo, votato all’arte contemporanea, in un organismo vivente, ospitale e relazionale che invita all’incontro persone, saperi e discipline.
Upcycling ovvero il sapere delle mani unito alla disciplina della Couture.
Guillermo Mariotto ha immaginato Venezia, quella della civiltà, degli scambi commerciali e culturali, la Serenissima crocevia di uomini e donne, di stili e tendenze anche in ambito di moda.
Amatissima  da Coco Chanel, Peggy Guggenheim, che abitò Palazzo Venier dei Leoni, dalla marchesa Casati, da Elsa Maxwell e Anna
Piaggi.
“A queste e a moltissime altre donne, singolari nella loro stravagante unicità, è ispirata la mia nuova collezione – dichiara Guillermo Mariotto – perché, a mio avviso, la vera classe, la vera eleganza, in un’era globalizzata, è l’assoluta distinzione”.

Sulla passerella bermuda over-size di pizzo verde army doppiati in organza fluo, gilet di mousseline soleil con cappuccio e l’irrinunciabile bomber XXXL, con ricami araldici  in dapka ripresi dai grandi casati europei, dall’allure metropolitan-chic. Si spia nell’armadio di un
post-millenial, per trasformare il suo guardaroba con i codici della haute couture.

Persino per le robe de mariage Mariotto impone il grigio perla e il cappuccio come contemporaneo velo.

Per la prossima stagione protagonisti i colori fluo. Il giallo, il fucsia, l’arancio, mixati al verde army, al celeste polvere, al ceruleo ed al bordeaux.

L’eleganza nel viaggio è protagonista nella sfilata di Malo.
Un viaggio che parte dalle terre del Cashmere, fa tappa tra i Limbu del Nepal, accarezza i colorati “Dhaka” caratterizzati da bellissimi pattern geometrici, e poi ancora in estremo oriente, alla ricerca della lana di cammello, per finire sulle Ande ad imparare i segreti delle preziose fibre di vigogna e alpaca, che gli Inca destinavano esclusivamente agli indumenti dei Re.

Cashmere pregiati, materiali autentici, che arrivano da lontano e portano con sé storie, tradizioni e ispirazioni, creano capi lavorati con sapienza e manualità dalle esperte maestranze italiane di Malo.
Filati che si intrecciano in capi di maglia dai punti tridimensionali, trecce, intarsi, morbidi rilievi e jacquard ricamati, danno vita a un’eleganza raffinata, senza tempo, unica e ricercata.

Cappotti avvolgenti dai tagli sartoriali, double face. Spiccano poi i preziosi cardigan intrecciati e l’innovativo giubbotto in velo di cammello, inserito sotto uno strato di pvc trasparente.

I colori? Tanto bianco, colori naturali accostati a tonalità di grigio, sfumature di cammello accompagnate a colori materici, intensi e speziati.
La consolidata tradizione di Malo si evolve e si muove verso un’estetica ancora più ricercata, che coniuga la più tradizionale arte manuale, testimonianza delle proprie origini, alla raffinatezza contemporanea.

“Vertigo”, il progetto di Sylvio Giardina, è un’installazione che permette di esplorare la sensibilità artistica dello stilista italiano attivo da oltre quindici anni nell’ambito dell’Alta Moda e che, fin dagli esordi della sua carriera, si è contraddistinto per un saper fare fondato su una attenzione incondizionata alla sartorialità, su uno sguardo innovatore alla tradizione e su un’attitudine poliedrica alla sperimentazione.

Per Sylvio Giardina l’arte è l’ispirazione, la moda lo strumento.
I due ambiti sono, all’interno del suo immaginario, entità complementari e reciprocamente indispensabili, e si contaminano di continuo senza rigidi confini.

A Roma l’installazione coinvolge lo spettatore in un dialogo sommesso di citazioni e di rimandi tra i giochi chiaroscurali generati dalle proiezioni su oggetti in cristallo molato di proprietà dell’autore e la minuzia geometrica dei preziosi intarsi in tulle e in organza degli abiti, che si impongono nello spazio con la leggerezza di presenze leggiadre ed evanescenti ma forti di un’anima sartoriale magistralmente elaborata.
La stratificazione di materiali trasparenti – il cristallo, il tulle – e la struttura immersiva dell’installazione – fatta di luce, suono, ombre e volumi – trascinano lo spettatore in una vertigine audio-visiva e nella dimensione atemporale e sospesa di una lanterna magica oltre misura
“riportando alla mente il mito della caverna di Platone, l’ingannevolezza dell’ombra come metafora della conoscenza, sensibile e intellettiva, ma anche l’idea di memoria del vissuto personale che riaffiora sotto forma di descrizione nitida ed ossessiva di un dettaglio o, viceversa, come immagine magnificata di un ricordo lacunoso e offuscato.“

Hedoné, questo il titolo della sfilata di Giada Gurti, porta sulla passerelle mitologie e cosmologie, rivissute in segni astratti che si posano su abiti diventati mosaici di ricordi e immagini dalla vitalità impalpabile; trionfano i colori sontuosi dalla vibrazione intensa, che riporta a luminosità oniriche e rinascimentali; si dispiegano volumi disegnati con gesto puro, istintivo, leggeri nella loro spontaneità.
Per Giada Curti il grande potere narrativo della couture parte proprio dall’atelier dove l’artigianalità raggiunge il suo culmine con tagli, ricami e dettagli.
Pizzi, intarsi e taffetas si alternano a sete preziose e si accompagnano a tacchi alti e piume.

“Flakes”… Fiocchi, fiocchi e ancora fiocchi per la nuova Collezione Couture P/E 2019 di Nino Lettieri che si diverte a mescolare, oltre al classico ed irrinunciabile black and White, svariati colori dal giallo al fucsia dal verde al glicine dal blu al rosa per i tailleurs rigorosamente dal taglio sartoriale e linee fluttuanti con ricami preziosi per gli abiti da sera.
L’organza, il satin, il mikado, il taffettà, lo chiffon si alternano sia nelle stampe, disegnate dallo stilista, rappresentate da fiocchi a righe che volano, giganti e piccoli su fondo bianco e fondo nero, ma anche nelle tinte unite dei colori che Nino Lettieri suggerisce per la nuova primavera estate sia negli ampi volumi delle gonne di taffetà da gran sera che per i tailleurs giacca pantalone dalle line tight.
Protagonisti fiocchi ricamati con cristalli e paillettes come grandi e preziose spille.
Li vediamo sulle giacche di taffeta e mikado, sugli abiti di rete trasparenti e sulle camice di taffettà accompagnati da leggere e soffici piume di struzzo.
Per le calzature sandali tacco 12,  in nylon trasparente e leggera nappa nera e nude con piccoli fiocchi.
La sposa? Un trionfo di paillettes e piume sull’abito dalla linea trapezio

 

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