Raffaella Curiel - PE 2019

Passato, presente e futuro per la PE 2019 di Raffaella Curiel

Sono gli schizzi di Gigliola Curiel del '47 insieme ai tessuti preziosi pensati dalla figlia Raffaella a dare vita alla collezione Couture per la PE 2019.

Passato, presente e futuro si incontrano per dare vita alla collezione primavera estate 2019 firmata Curiel.
Sono gli appunti di Gigliola Curiel degli anni ’40 a dare emozioni ed energia a tessuti sofisticati e di lusso della Maison.
Si comincia dall’omaggio all’incredibile signora di Trieste che nel ‘47 arriva a Milano, apre una prima sartoria in via Durini e nel giro di tre anni si ritrova con 128 lavoranti a tempo pieno.

Confrontando gli schizzi ritrovati in casa con il ricchissimo materiale d’archivio, la figlia Raffaella detta Lella e la nipote Gigliola detta Gil sono riuscite a ricostruire autentici capolavori come l’abito “TAGLIATELLEcon 21 striscioline di tessuto lunghe fino ai piedi cucite, rivoltate e poi appoggiate sul bordo in sbieco nell’incavo della schiena di un sublime modello da sera in cady nero del 1960.

Stesso esercizio di stile su uno spettacolare completo presentato nel 1950 a Palazzo Grassi: abito e cappotto da gran sera in lana e seta jacquard color AURORA con incrostazioni di rose piazzate nei cinque pannelli che compongono il paltò.

Per un vestito corto con incorporata una collana in minuscole perle di vetro ci vogliono oltre 100 metri di chiffon: MILLEFOGLIE rosa, fucsia, turchese, bluette, viola, rosso, giallo fresia. Nella REDINGOTE di faille rosso ci sono invece 10 cannoni fatti ad ombrello che rendono il passo regale e danzante. Sotto abito rosso a pieghe verdi in organza jacquard: un gioco cromatico da alta sartoria. L’apoteosi di asimmetrie e sovrapposizioni arriva con il vestito lungo in chiffon SMERALDO: 18 metri di velo impalpabile tagliato in sbieco, drappeggiato e doppiato fino a formare un’indimenticabile gonna a forma di calla asimmetrica.

Unico nel suo genere il modello GIGLIOLA con 47 metri di chiffon rosso e rosa drappeggiati in sbieco sul corpo. Non mancano poi i pantaloni a portafoglio bluette sotto la giacca evasè di organza ricamata in punto tessitura nella stessa tinta, il classico CURIELLINO con plissè a portafoglio e giacca trapuntata a ricami degradè per non parlare dell’abito GIALLO RANUNCOLO a pieghe di mikado drappeggiate e poi decorate con un rilievo di foglie ricamate.

Con questi 25 pezzi, Curiel conferma che l’alta moda è una fucina di idee e coraggio, innovazione e savoir faire, capace di regalare per sempre eleganza e charme.

Raffaella Curiel, fedele alla creatività e all’arte sartoriale trasmessale dalla madre, ci conquista con capi realizzati con le tecniche più sofisticate e rare dell’alta moda italiana.
Così negli anni ’40 come oggi, per esaltare la femminilità è quel tocco delicato a fare la differenza.

Lontana da un mondo di apparenze e ostentazione, sono i tagli a fare la differenza, la vera protagonista è la donna, unica interprete degli abiti che indossa.
La collezione conquista soprattutto per ciò che non si vede ma si percepisce al tatto, coerenza, cultra e rigore nel lavoro vincono.

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