La vita sotto il turbante

La vita sotto il turbante: moda e solidarietà insieme

Quando moda e solidarietà si incrociano nascono progetti che meritano di essere raccontati. Uno di questi è ‘La vita sotto il turbante".

Quando moda e solidarietà si incrociano nascono progetti che meritano di essere raccontati. Uno di questi è ‘La vita sotto il turbante’, nato dalla collaborazione tra l’associazione Go5-per mano con le donne, onlus che si dedica alle pazienti del reparto di ginecologia oncologica dell’Istituto dei Tumori di Milano, e la cooperativa Alice per Sartoria SanVittore. All’iniziativa ha preso parte anche Martina Hamdy, conduttrice del Meteo sulle reti Mediaset, che, assieme ad alcune altre colleghe e personaggi noti, nei giorni scorsi ha sfilato con un turbante in testa per mostrare al mondo che tutte le donne malate di tumore, che necessitano di un copricapo, possono essere sostenute con tanta solidarietà. “Appena mi hanno proposto di partecipare a La Vita Sotto il Turbante ho immediatamente accettato – ha raccontato Martina – è fondamentale che le donne colpite da tumore possano anche solo sorridere per un attimo, indossando un copricapo diverso, colorato, fresco. La consapevolezza di aver affrontare un calvario è difficile, ed è bello, per me, sapere di regalare anche solo un minuto di distrazione con un gesto allegro e semplice. Un turbante non ti salva la vita, ma almeno per un momento l’umore sì”.

Martina, ci racconti le tue emozioni?
Sicuramente l’emozione è stata tanta, soprattutto per lo spirito di unione che legava noi ragazze che sfilavamo e le pazienti presenti sulla terrazza dell’istituto dei tumori. È inimmaginabile la difficoltà del percorso che seguono queste donne. Passare insieme un pomeriggio e sfilare con un capo che le fa sentire più belle mi ha toccato il cuore. Abbiamo dimostrato loro la nostra vicinanza, godendoci un pomeriggio insieme diverso e di pura unione e solidarietà, abbiamo indossato i turbanti con tanta fierezza e ci siamo sentite forti come quelle ragazze che combatto ogni giorno questo male immenso.Martina Hamdy,

I proventi della vendita dei turbanti saranno devoluti in beneficienza. Moda e solidarietà possono camminare a braccetto?
Sono concetti in apparenza lontani, ma la solidarietà a parer mio si dovrebbe mettere in campo davvero in ogni tipo di settore. Abbiamo avuto la possibilità di dimostrarlo grazie a questa meravigliosa iniziativa a cura di Francesca Brunati, e grazie alle detenute del carcere di San Vittore che hanno partecipato confezionando e rivisitando i copricapi.

Un’attenzione in più per le donne che, a causa della chemioterapia, perdono i capelli. Un bel messaggio per dire che nemmeno nei momenti duri bisogna rinunciare a sentirsi donne. Cosa ne pensi?
La moda accomuna noi donne ed è questa la chiave che evidenzia l’importanza di sentirsi belle nonostante le cure devastanti che devono affrontare le pazienti. I turbanti non salvano la vita ma regalano la possibilità di sentirsi meglio indossando un semplice capo colorato

Il turbante come accessorio: soprattutto questa estate può essere un must per tutte, che dici?
Direi di sì, un bellissimo ritorno agli anni ‘50. Un capo estivo colorato da poter abbinare a un bel paio di orecchini e occhiali da sole, un look perfetto da sfoggiare in vacanza.

Di Sonia Russo

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