Calcaterra porta alle sfilate di Milano Moda Donna uno stile minimalista ed essenziale, che subito riporta le linee pulite quali protagoniste della passerella.
L’allure “basico irrazionale” si respira nella musica, ad ispirare la sfilata è l’opera 4’33’’: 4 minuti e 33 secondi di puro silenzio concepita dal genio americano John Cage, nell’andamento delle modelle e negli abbinamenti di colori.
La silhouette di Calcaterra è contemporanea, ricercata ma essenziale, di percezione immediata ma dai dettagli nascosti.
Un’austerità lineare, geometrica e fattiva che riscopre l’essenza dei volumi delle lunghezze e dei tessuti puri e preziosi che si muovono come note mute ridisegnando la visione di uno stile che dosa echi di semplicità provenienti da epoche diverse.
Sulla passerella lo stilista gioca con abbinamenti improbabili: bomber anni ’80 indossati con il denim di inizio ’90, capispalla intarsiati con geometrie anni ’20 si sovrappongono a linee più maschili e rigorose.
Una collezione antologica che supera storia e contemporaneità riportando al centro la funzione del vestire, spogliata di ogni sua sovrastruttura: gli elementi primordiali apparentemente storicizzati diventano gli unici protagonisti della collezione.
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