(RE)SET - la collezione di Ermenegildo Zegna per la fw 2020/21

(RE)SET, parola chiave della collezione Zegna per il prossimo inverno

La vita segue la fiction mentre la fiction segue la vita, in un infinito (RE)SET. Il guardaroba maschile del prossimo inverno 2020/21 firmato ermenegildo Zegna.

Zegna sceglie (RE)SET come titolo per la sfilata che apre la Milano Fashion Week.
(RE)SET come claim ma soprattutto come volontà di riscrivere una nuova eleganza maschile, che si discosta dalla formalità più assoluta, ma non da una sartorialità riflessiva, per scrivere una nuova grammatica dello stile.

Alessandro Sartori, al quinto anno di direzione artistica del marchio, parla di “Zoomwear” proprio ad indicare quanto i tempi moderni ci impongano un nuovo stile di vita, che inizia con una rivisitazione del guardaroba.
L’uomo contemporaneo, tra una call e l’altra, spesso fonde pubblico e privato, relax e lavoro, e questo impone un nuovo modo di vestire, dove comfort e personalità di integrano.

“Stiamo tutti vivendo una realtà diversa caratterizzata da nuove esigenze che ci portano verso una forma mai vista prima in termini di stili di vita e attitudini.

È esattamente in un momento come questo, in cui tutto viene messo in discussione, che noi di Zegna abbiamo deciso di fare un (RE)SET e guardare alle origini per reinterpretare i nostri codici stilistici al fine di riconcepire lo stile dell’uomo contemporaneo.

Il nostro pubblico e privato si fondono e danno vita ad un nuovo modo di vestire, in cui comfort e stile si integrano per creare una nuova estetica”, dice Alessandro Sartori.

Un posto d’onore spetta ai materiali. Nella collezione per il prossimo autunno inverno una nuova e variegata generazione di tessuti in jersey prende il centro della scena nel guardaroba maschile di Zegna.

Le forme sono fluide, confortevoli e versatili.

In perfetta armonia con uno stile di vita che fonde indoor e outdoor, i codici dell’abbigliamento da casa – i colli a scialle, la generosità di una robe de chambre con cintura, la disinvoltura dei track pants e la comodità delle pantofole in jersey cucite a mano – ridisegnano il nuovo concetto di formale.

Elementi originali assolvono a nuove funzioni in uno scambio di forme, pesi e materiali: le giacche da lavoro in cashmere, annodate come accappatoi, diventano capi sportivi; i completi ibridi sono in cashmere double; le maglie inedite sostituiscono le camicie; i nuovi pullover in cashmere infeltrito sono lavorati a tricot, oppure, realizzati in pelle, vengono indossati come outerwear; i pantaloni e le giacche sono in shearling.

Anche le borse, simbolo dell’accessorio da lavoro per l’uomo, sono decostruite.

Confort e personalità sono le parole d’ordine: l’abito reimmaginato, morbido o con taglio vivo, non è un’uniforme, ma un modo per essere se stessi. Può essere duttile e anche realizzato interamente in cashmere tricot o jacquard, ed è indossato con dolcevita ampi o pullover con zip invece che con una camicia.

I volumi sono rilassati per le giacche e le giacche-camicia abbinate a pantaloni lunghi, per i soprabiti con cintura, i blouson e i maglioni double front.

La continuità tra interno ed esterno si ritrova ovunque nei capi dove il mindset del progetto #UseTheExisting continua ad essere un imperativo.

Il progresso è sancito da uno schema cromatico che parte con note di bianco stella alpina, beige foglie autunnali, verde felce e arriva al grigio fumo, nero intenso, fango foresta e ad improvvisi accenti di arancione. La generale solidità della palette viene interotta dai giochi di pied de poule volutamente inesatti, dagli jacquard optical e dalle righe diagonali all over.

La collezione è presentata come in un film.

Fluidi movimenti della telecamera e passaggi non artefatti dall’interno verso l’esterno, e viceversa, offrono una narrazione visiva ricca di sorprese improvvise e passaggi repentini da una situazione all’altra.

Gli scorci di una metropoli e gli interni di un edificio ideale scorrono dolcemente mentre i modelli attraversano stanze, percorsi e ambienti finché il (RE)SET non rivela finalmente il suo metasignificato: in realtà il set è il luogo teatrale dove avvengono le riprese.

La vita segue la fiction mentre la fiction segue la vita, in un infinito (RE)SET.

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