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Tommaso Bosco si racconta su sfilate.it

Tommaso Bosco, giovane modello milanese si racconta su sfilate.it. Da aspirante calciatore alle passerelle di sfilate importanti.

Dalla provincia di Milano alle passerelle più importanti del Fashion System.
Tommaso Bosco è giovanissimo, ma deciso e sicuro di se quando si tratta di inseguire i suoi sogni. Un amore incondizionato per il calcio, ha giocato nelle giovanili dell’Inter e di altre squadre professionistiche , esperienze che gli hanno dato tanto oltre a bellissimi ricordi,  lo hanno aiutato a formare il suo carattere.

Sensibile e generoso, guarda al futuro e sogna di sfondare nella moda.
Un traguardo non lontano, a meno di 19 anni è già modello di punta per Dolce & Gabbana e ha posato per Off-White,  1a Classe Alviero Martini, Trussardi, Zalando, Pantanetti, per citarne alcuni.

Conosciamolo attraverso le sue parole!

Ciao Tommaso, raccontaci un pò di te. Di dove sei, quanti anni hai e da quanto lavori nell’ambito della moda?
Ciao piacere, io sono Tommaso e sono un ragazzo della provincia di Milano.
Ho 18 anni, saranno 19 a giugno e lavoro nell’ambito della moda da quando avevo 16 anni da poco compiuti; per cui da più di due anni.

Quali erano i tuoi sogni da bambino?
Da bambino ho sempre sognato di sfondare con lo sport; il mio obiettivo era quello di giocare a calcio in uno di quegli stadi che tutti i bambini da piccoli sognano di visitare con la propria squadra. Ho avuto la fortuna di poterne girare qualcuno, sia da giocatore che da tifoso; e ammetto di aver passato al loro interno tanti dei momenti più belli e felici della mia vita.

Che tipo di persona sei caratterialmente?
Credo sia difficile descrivermi caratterialmente, forse lo saprebbe fare meglio qualcuno che mi conosce bene; ma per quello che posso dire, mi reputo una persona altamente sensibile e generosa. L’obiettivo della mia vita è quello di essere sempre felice e spensierato.

So che purtroppo non sempre sarà cosi ma mi sento in dovere di affrontare la vita con il sorriso, sempre, in onore di quelle persone che purtroppo sono, per mille motivi, più sfortunate di me. Sono molto estroverso, e sin da piccolo non ho mai fatto fatica a socializzare con le persone; le mie esperienze mi hanno permesso di fare una delle cose che più amo fare, che è quella di conoscere persone e culture nuove, diverse dalla mia. Non mi sono mai piaciute le regole strette anche se sono consapevole del fatto che senza regole viene a mancare il rispetto che è uno dei valori in cui maggiormente credo.

Hai altre passioni oltre alla moda?
Avendo giocato per diversi anni a calcio, oltre alla passione della moda, che ammetto essermi venuta da non molto, mi è rimasta una fortissima passione per quanto riguarda il mondo dello sport e in particolare del calcio.

Quali sono i tuoi brand preferiti?
I miei brand preferiti sono molteplici ma mi sono innamorato di Dolce e Gabbana, pur essendo di parte in quanto sono molto grato ai signori Domenico e Stefano per aver creduto in me fin da subito; infatti loro due subito dopo essere entrato in questo mondo mi hanno accolto nella loro grande famiglia, all’interno della quale mi sono trovato subito molto bene. Il brand però che più mi piace è Christian Dior e apprezzo molto anche Balenciaga e Moncler.
Se dovessi scegliere però un brand per un evento formale senza dubbio sceglierei Giorgio Armani.

Dallo sport alla moda

Hai giocato a calcio a livello professionistico per tanti anni, cosa ti ha insegnato praticare in modo così intenso una attività sportiva?
Il calcio mi ha riempito la vita; è uno sport e una passione che ho praticato fino ai 18 anni; purtroppo ora, a causa di lavoro e studio ho dovuto scegliere di scendere di categoria perché mi risultava davvero difficile organizzare il tutto e riuscire a fare tutte le cose nel giusto modo. Ho avuto la fortuna di giocare per le giovanili di squadre di serie A e serie C che mi hanno insegnato oltre ai valori tecnici, moltissimi valori umani e mi hanno preparato al “mondo dei grandi”.

Ultimamente il calcio è visto come uno sport sporco e corrotto e forse è anche in parte vero, ma è anche vero che la passione che si vede nei ragazzi che hanno dei sogni molto grandi non è paragonabile con nient’altro al mondo. La mia esperienza mi ha soprattutto insegnato la definizione della parola sacrificio; mentre i miei amici andavano a ballare il sabato sera, io ero a casa perché la domenica mattina avevo la partita, oppure tutti i santi giorni passati a mangiare a scuola perché subito fuori c’era il pulmino pronto a prendermi e portarmi al campo. Nonostante ciò pero devo tutto al calcio.

Per quali brand hai sfilato?
Per il momento ho sfilato diverse volte per Dolce&Gabbana e un giovane stilista portoghese che si chiama David Catalan. Ho scattato poi per molti altri brand quali: Off-White, 1a Classe Alviero Martini , Trussardi, Zalando, Pantanetti e altri.

Hai avuto difficoltà le prime volte che hai dovuto sfilare davanti a tante persone e tanti fotografi?
Sicuramente le prime volte non è stato semplice, anche se mi sono sempre trovato abbastanza disinvolto, sicuramente c’è un po’ di pressione perchè in quei pochi momenti in cui è il tuo turno, ti senti proprio tutti gli occhi del mondo addosso. Credo però che bisogni anche in parte essere portati per fare questo tipo di lavoro; se si è timidi e introversi chiaramente diventa tutto più difficile.

Quanta preparazione c’è dietro a una “camminata” di qualche decina di secondi?
Per quanto riguarda me davvero poca, forse addirittura nulla, e questo vuol dire che chiunque può provarci; non richiede moltissimo impegno la preparazione.

La vivi con ansia o in maniera serena come un divertimento?
Vivo tutto ciò assolutamente come una bella cosa e come un divertimento, sono anche stato fortunato a trovare dei colleghi super gentili e super disponibili a venirti in contro e darti una mano.

Curi tanto il tuo corpo e l’aspetto estetico in generale?
Non sono una di quelle persone super fissate con l’estetica e con l’aspetto fisico; ma ovviamente per fare questo lavoro, bisogna mantenere un’immagine curata in quanto è proprio con quella che si lavora.

Che musica ascolti? Ti ispira in quello che fai?
Per quanto riguarda la musica, dipende tanto dai momenti; ascolto diversi generi, dall’hip hop al rap al pop. Dipende dal mood in cui sono in quel determinato momento.

Quali sono i tuoi obbiettivi futuri nell’ambito lavorativo? Vorresti lavorare unicamente nel mondo della moda o ti piacerebbe fare anche altro?
Spero di riuscire ad andare avanti con questo lavoro a lungo perchè è davvero una cosa di cui vado fiero e che mi diverte molto ma nel frattempo, l’anno prossimo inizierò a studiare comunicazione e chissà il futuro cosa mi riserverà…

Come ti vedi tra 10 anni?
Non ho un’immagine netta e nitida del me tra 10 anni, ho sicuramente l’obiettivo di potermela cavare da solo ed essere soddisfatto di quello che (per quanto ho potuto) ho costruito, sicuramente tra 10 anni sarò in un periodo di passaggio e spero verso una vita serena con una famiglia e chissà, magari fuori dall’Italia.

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