Si chiama Poetcore e sta invadendo gli outfit di gennaio 2026: come vestirsi ‘alla Baudelaire’ con Zara e H&M

Un nuovo concetto, una nuova forma di stile che non vuole più essere né trasandata né trasgressiva: che cos’è il poetcore e come vestirsi ‘alla Baudelaire’ con i brand più famosi quali Zara e H&M

Dimenticati dei pantaloni baggy in denim, dimenticati delle casacche, delle felpe grigie con il cappuccio e preparati a un look emozionale ed esperienziale, dove i sentimenti sono e saranno i primi protagonisti di tutti gli outfit.

Immagina una libreria silenziosa, luci soffuse, qualcuno sussurra sorseggiando un buon tè caldo nell’area riservata al bar e intanto ti addentri tra i vari scaffali un po’ polverosi, intenta a osservare qualche titolo lasciandoti ispirare dalla copertina o dalla descrizione a inizio pagina. Ti guardi intorno e scorgi una ragazza seduta su una poltrona mentre legge le poesie di Baudelaire e indossa una gonna plissé bordeaux, un gilet smanicato e una camicetta con colletto alla scolaretta, un paio di calze scure e degli anfibi alla caviglia, una sciarpa tartan, una semplice collana d’argento che ricade sul seno, un trucco profondo ma non scuro e l’aria un po’ assorta.

Sei davanti a una ragazza poetcore: la nuova tendenza ufficiale del 2026 è abbandonare l’effetto trasandato, il pantalone baggy, quello a gambe larghissime con orlo che poggia sul pavimento, le felpe con cappuccio, i bomberini lucidi, proprio così. Preparati invece ad accogliere uno stile dark ma non troppo, sofisticato ma anche casual, elegante sempre in qualsiasi situazione ma che non si prende troppo sul serio. Come la parola stessa può farti intuire, il poetcore prende riferimento da un gesto emozionale, i sentimenti vanno riflessi sugli outfit costruiti e quel velo di nostalgia ad oggi non fa più ‘strano‘, ma diventa la sciccheria migliore.

Come li vuole i vari look quotidiani lo stile poetcore? Partiamo da un presupposto: non c’è un’età di riferimento per sceglierlo, anzi, si adatta perfettamente anche alle quarantenni che adorano la sofisticatezza. L’uso delle gonne midi, a ruota e/o longuette sono da preferire in assoluto perché riprende un po’ quel concetto di eleganza che può mostrare la gamba, certo, ma è il vedo non vedo a creare un erotismo velato e quasi provocante. Il plissé domina la scena come non mai nel poetcore, ma troviamo anche tessuti quali lana cotta, velluto in tutte le sue forme, quello a coste e il delizioso tartan.

 

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L’anatomia del corpo si intravede soltanto dall’uso di capi più attillati che, tuttavia, non hanno paura della stratificazione e del volume aggiunto: benvenuti quindi a colletti con volant, gilet e cardigan al di sopra di maglioncini e camicette, collant semi colorati o coprenti e neri, décolleté in pelle a punta, slingback matte e scarponi rigorosamente in pelle nera o al massimo borgogna.

Come il poetcore sta decodificando lo stile dei più giovani e non solo

Se quindi fino a pochi anni fa i ragazzi sceglievano il trasandato come nuova formula di stile comunicativo, adesso sembra accadere il contrario: è la ricerca del dettaglio, del colore, dell’aria un po’ nostalgica e malinconica a delineare un nuovo modo di vestirsi sempre più in voga persino nelle passerelle passate(avevamo già visto un Dark Academia con Armani e Gucci).

 

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L’era del poetcore si contraddistingue anche nei modi di fare e di essere: la borsa grande viene sostituita da una semi pochette a tracolla e un libro nelle mani, il rossetto non è più nude o scarlatto, ma color sangue e vino, lo smookie eyes si riprende la sua rivincita e anche le colorazioni delle chiome sono luminose ma intense, rivedendo quindi la presenza del mogano, del prugna, del color melanzana.

 

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Le strisce e le righe abbandonano l’effetto marinaio e abbracciano gli accostamenti del verde petrolio e del giallo avorio, le cravatte come status symbol si liberano dai generi maschili e femminili, la gothic Era diventa l’esaltazione più pura dell’emotività da una parte contenuta, dall’altra esplosa sia nei colori sia nelle intenzioni. ZARA e H&M non solo hanno compreso il bisogno delle nuove generazioni, ma garantiscono come finalità una cura verso la silhouette.

 

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Si abbandonano le larghezze sui punti vita e si prediligono le cinture che li enfatizzano, pur lasciando alla silhouette respiro e soprattutto libertà. Siamo davanti all’era del poetcore e non possiamo più né negarlo né ignorarlo. È la moda di esprimere la tristezza facendone forza e felicità. È la creatività del nuovo corpo come enfasi di vita.

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