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Tra realtà e astrazione per Gabriele Colangelo

Il binario di realtà-astrazione, in cui l’essenza e la forma delle cose sono appena evocate, come davanti all’immagine del ricordo e del sogno, dinanzi a frammenti di istantanee dell’onirico, è il percorso dei quadri di Gerhard Richter. Fotografie originali su cui applica una particolare tecnica di pittura sfocata, che confonde la riproduzione icastica del reale con la sua apparenza e converte le immagini figurative in astratto.

La collezione Primavera Estate Gabriele Colangelo traduce il processo creativo dell’artista tedesco in una ricerca sul valore espressivo della luce, del colore e del movimento, interpretati nella duplice dimensione di poesia e tecnologia.

La sperimentazione tessile si svolge sulle fibre naturali, per produrre nuove soluzioni materiche. Organza e pizzo, di tradizione couture, assumono nuova consistenza, in virtù di mescolanze serico-nylon che ingabbiano la luce e la riflettono con effetto bagnato, diffusa in molteplici gocce. Si cristallizzano come merletti di fragile vetro soffiato.

Il cotone ha fibra compatta e superficie luminosa nel popeline. Il filo immerso nel poliuretano, acquista corpo e spessore, assumendo l’aspetto di una parete scrostata. Applicato su una lieve trama trasparente, è devorato a disegno di paint drops.

La mimesi della pittura di Richter, materica e irregolare, si esprime negli jacquard di cotone fil coupé, dai colori solidi e intensi,che ispessiscono le trame crude della seta e si sgretolano, proprio come il colore secco si screpola sulle sue fotografie artistiche.

Le gouache di colore, che invadono la quasi totalità degli scatti dell’artista, dominano la stampa del tramonto blu e del tramonto rosa, sul mare: è la suggestione di una nuova dimensione, che non è quella del reale e non solo quella del sogno.

Le pieghe aritmiche stirate e sollevate increspano le superfici piatte, per creare il rilievo della pasta del colore pittorico. La silhouette verticalizzata interrompe così la propria linearità, in armonia con le forme del corpo, per poi ampliarsi nella geometria del trapezio e creare un movimento sinuoso.

Il colore è netto e forte: inchiostro, bianco e fluo. Gli accenti di rosa sono pennellate lievi, che donano poesia alla palette.

Le pumps, disegnate da Cesare Paciotti, hanno la punta in mille fili di seta e piccolo tacco. Le borse sono realizzate da Borbonese su disegno Gabriele Colangelo.

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