La collezione che Marco de Vincenzo ha pensato per il prossimo inverno penetra in un interno Mediceo, ne attraversa le sue pareti stuccate, i suoi arazzi, e ne conserva soltanto l’essenza, alcune linee grafiche, alcuni paesaggi surreali, notturni.
Bianco, nero, marrone, grigio, i toni prevalentemente neutri accesi da tocchi di color banana, blu cobalto e arancio, tingono i jersey compatti, i velluti di seta, jacquard di lana, crepe "laccati".
Il contrasto tra una silhouette asciutta e una più fluida è evidente negli abiti aderenti sul busto che si schiudono a corolla dalla vita in giù, o nelle gonne-pantalone accostate a giacche affusolate e costruite, le cui linee ricordano la sinuosità dei violini. Moduli geometrici si inseguono tra le pieghe delle gonne come in certe architetture di fine ‘500, mentre gli abiti-mantello in lycra metallizzata e velluto ricamato raccontano di notti galattiche e volte affrescate.
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