Si sveglia il mondo con la luce, ed è prospettiva, programma, via d’uscita, scopo, essenza, obiettivo, sole, energia, insieme di colori, origine, risveglio, cammino, fine, carola, danza sufi, mattino, maestrale, australia, alba, sfumature… poi si ferma, ma solo apparentemente, ed è subito crepuscolo, brina, bagliore dopo la nevicata, pagina bianca, vuoto, possibilità, vita, spirale, trottola, futuro… e ancora luce. Non c’è segreto se non la presenza di un ritmo, la concatenazione di parole ed emozioni. Così fa daniela gregis, giocando con il dentro e il fuori, con la luce che attende il buio e viceversa, cercando di rimanere se stessi, di cambiare nell’immobilità, toccati da un raggio. In fondo *non è necessario far luce per vedere* basta incamminarsi.
Spazio ai beige, fucsia, arancio, neri, una briciola di marroni, ai colori tessuti in seta, cotone, lana, alle borse d’albero, alle scarpe basse da uomo scamosciate o di velluto, agli stivali, ai cappelli e ai gioielli bucati, sempre per dar luce.
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