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Quando si parla di platino, bisogna ricorrere ai superlativi

Quando si parla di platino, bisogna ricorrere ai superlativi. Infatti, è il più raro dei metalli preziosi. Ma è anche il più puro, il più pesante, è refrattario al calore, è indeformabile, è inossidabile, duttile e ipoallergenico.
E puntando proprio su queste straordinarie qualità, cui si aggiunge un naturale splendore bianco, il platino ha trovato un particolare e privilegiato utilizzo nella realizzazione di solide, luminose e pregiate casse d’orologi, ideali per proteggere e valorizzare i più perfezionati meccanismi di misurazione del tempo. Il platino offre dunque all’orologeria contemporanea nuove opportunità espressive, dovute non solo alla rilevanza del fattore tecnologico, ma anche alla declinazione della sua straordinaria bellezza. Il tutto sublimato dalla candida purezza del colore e dall’indiscutibile valore intrinseco del metallo.

Il platino…PESO SPECIFICO: 21,45 grammi per cm cubo a confronto: oro 19,3 grammi per cm cubo, argento 10,5 grammi per cm cubo. PUNTO DI FUSIONE: 1.768 gradi centigradi a confronto: oro 1.063 gradi, argento 961 gradi. PUREZZA: il contenuto di metallo puro della lega in platino utilizzata nell’orologeria è di 950 millesimi a confronto dei 750 millesimi dell’oro a 18 carati. ESTRAZIONE: 10 tonnellate di materia vengono lavorate per ottenere un’oncia (gr. 31,1) di platino. LAVORAZIONE: cinque mesi per ottenere un lingotto dal materiale grezzo. ALTRE CARATTERISTICHE: resistente al calore e agli acidi, catalizzatore, ipoallergenico.

Quando mi è stato chiesto di scrivere questa breve recensione sugli orologi in platino, sono stato incoraggiato a descrivere il materiale come un “metallo giovane”. Per quanto trovi allettante l’idea di far da complice in questo gioco di parole, un residuo senso di onestà mi spinge a precisare che il primo impiego del platino sembrerebbe risalire a circa tremila e cinquecento anni fa, precisamente ai Faraoni della diciottesima dinastia. Per tre millenni e mezzo, dunque, il perennemente giovane, il sempiterno platino ha continuato a stregare l’umanità: generazione dopo generazione, artigiani e intenditori si sono lasciati incantare da questo radioso metallo bianco.

Di tutti i metalli preziosi, il platino è il più nobile: trenta volte più raro dell’oro.
Nel mio lavoro ho il privilegio di maneggiare ed esaminare tanti begli oggetti e nel corso di un anno perdo il conto degli orologi che vedo passare sotto i miei occhi. Ma ricordo sempre quelli in platino.

Innanzitutto, sono di gran lunga più rari dei loro omologhi in oro. Questo metallo, oltre a essere più romantico, misterioso ed elusivo, vanta anche proprietà fisiche assai differenti: mentre l’oro 18 carati è composto soltanto per tre quarti di oro, il platino che viene lavorato nei più prestigiosi laboratori del mondo è puro al 95% e possiede proprietà fisiche che l’oro può solo sognare.
Indossare un orologio in platino, anche solo per un fugace istante, è rivivere in modo nuovo l’esperienza del segnatempo personale. Anche il più delicato degli orologi guadagna in presenza fisica, al polso. Il platino è più denso, più pesante di un terzo rispetto a un equivalente pezzo in oro; la sua massa confortante è una promessa talismanica di longevità, assicurata dalla sua particolare struttura molecolare; la sua densità gli consente di non rilasciare molecole nel corso del tempo e di scalfirsi molto più difficilmente dei suoi fratelli più morbidi.

Anche ignorando le qualità fisiche del platino, sarebbe impossibile non riconoscere la sensazione assolutamente unica e speciale che è capace di trasmettere una volta al polso: un piacere sensuale, tanto più godibile in quanto personale. Un metallo bianco che preferisce la discrezione alla ostentazione, la finezza allo sfoggio. Si può affermare che rappresenti la scelta per eccellenza del conoscitore, che unisce tra loro i due poli apparentemente ossimorici del massimo valore e del massimo understantement.

È senza dubbio per queste ragioni che il platino è il metallo prescelto dagli orologiai per presentare i modelli più rari e le complicazioni più gloriose: che si tratti del leggendario Double Split di A. Lange & Söhne, dei tourbillon di Van Cleef & Arpels o del mitico Jumbo Ellipse di Patek Philippe, il platino non manca mai di rivelarsi come la scelta più adeguata per le circostanze importanti. Come tale, suppongo il platino sia l’omaggio più grande che si possa fare quando si parla di alta orologeria.
Nick Foulkes.

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