Daizy Shely porta sulla passerella di Milano Moda Donna una collezione giocata sui contrasti, nulla è come appare, dunque.
Ad ispirare la PE 2018 della stilista è l’amore, inteso nell’interpretazione di Freud come sentimento capace di esaltare ma al tempo stesso di rendere vulnerabili, fragili.
Dalla collaborazione con l’artista Umberto Chiodi nasce così una stampa che è un inno alla mutevolezza dell’amore, alle sue contraddizioni: piccoli Cupido e leggiadre figure femminili fluttuano in un’atmosfera di apparente armonia.
Solo osservando con attenzione si scorgono dettagli inquietanti di corde che si stringono attorno al collo e sguardi di paura: la minaccia dell’odio e dalla gelosia incombe, la quiete è messa in fuga dal pericolo imminente. La stampa è declinata nei tessuti più vari, dalla doppia organza, al satin, al duchesse di cotone.
L’amore per i contrasti e per la sperimentazione, ricorrente nelle collezioni della designer israeliana, si legge anche nella palette di colori: verde acido, giallo chiarissimo, rosso corallo, turchese. Apparentemente inconciliabili eppure armonici.
Per Daizy Shely forza e fragilità si giustappongono anche nei tessuti: il denim, informale e versatile, è accostato con disinvoltura a tessuti più delicati come il pizzo macramé o il crépon, che spunta da gonne sfilacciate, tagliate in maniera asimmetrica.
I jeans dalla silhouette anni ‘90 hanno applicazioni di ricami che percorrono la gamba.
Piume di struzzo e frange decorano l’orlo di preziosi top e abiti a sirena in pizzo francese a cui sono abbinati guanti lunghissimi nello stesso tessuto, fissati alle maniche con piccoli bottoni, quasi a dare un effetto all-over.
Per anni, la parola filler ha dominato i colloqui negli studi di medicina estetica con…
C'è qualcosa di strano che succede quando inizi a lavorare a maglia. I primi minuti…
Il rosso sulle unghie non invecchia. Le donne che lo portano, sì, nel senso migliore…
L'oro e l'argento convivono nelle stesse vetrine, spesso sugli stessi scaffali, come se fossero intercambiabili.…
Per anni il tacco a spillo ha goduto di uno status quasi mitologico: scomodo per…
C'è una persona in ogni ufficio. Arriva, saluta, si siede, e per i successivi venti…