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Il menù di Capodanno con i principi della Culinary Nutrition

Dopo gli eccessi a tavola di Natale è inevitabile proporsi una o due settimane per rimettersi in forma, ma soprattutto per depurare l’organismo che è stato sottoposto a un vero e proprio tour de force culinario.

E’ inevitabile, pranzi e cenoni ci lasciano spesso appesantiti, apportando un surplus che raggiunge fino a 1.500 calorie, lasciandoci anche con 5 chili in più.

Gli appuntamenti a tavola non sono finiti, e, in attesa di mettere una sana dieta tra i nostri buoni propositi per il nuovo anno, non ci resta che buttare giù il  menù del Veglione di fine anno.

Già, archiviato il pranzo di Natale, ora si guarda al cenone di Capodanno, con il quale non solo saluteremo il nuovo anno ma, quest’anno più che mai, celebreremo la fine del vecchio. Un momento che per moltissimi sarà di grande festa e goliardia, tra brindisi e buon cibo.

Per non dover fare troppe rinunce e salvaguardare linea e salute, la soluzione sta semplicemente nello scegliere i giusti abbinamenti degli ingredienti e il giusto metodo di cottura, che non vuol dire rinunciare a pasta, fritti o dolci, ma cucinarli secondo il Metodo Cucina Evolution.

Si tratta di uno stile alimentare che mette in pratica i principi della Culinary Nutrition, di cui Chiara Manzi, nutrizionista italiana e docente universitaria, è la massima esperta in Europa. Una sorta di evoluzione della dieta mediterranea, che tiene conto di tutte le ultime scoperte e ricerche in ambito alimentare.

“In molti casi, le festività natalizie sono un vero e proprio attentato alla linea e alla salute, con un eccesso di cibo ingurgitato, grassi e zuccheri in abbondanza a discapito delle fibre. – Commenta la dottoressa Chiara Manzi – Con questo non voglio certo dire che in questi giorni speciali si debba star lì a pesare ogni alimento, dicendo di no ad ogni piccolo extra che ci viene proposto. Semplicemente, imparare a cucinare i propri pasti in modo più salutare e scegliendo ingredienti che ci facciano bene ci aiuterà a restare sani più a lungo, senza ingrassare e, soprattutto, continuando a mangiare ciò che più ci piace”.

Nel suo ultimo libro, “Cucina Evolution. BuonaDaVivere!”, edito da Art Joins Nutrition, la dottoressa dedica un capitolo specifico proprio al menù delle feste, fornendo anche alcune rivisitazioni delle ricette della tradizione, indicando il giusto modo per prepararle.

Le ricette Cucina evolution per il veglione?

Si parte con un antipasto a base di erbazzone, tipica specialità reggiana che permette di fare il pieno di fibra, senza modificare gli ingredienti della tradizione, con i grassi di poco più di un cucchiaino di olio!

Il segreto sta nel bilanciamento di ogni ingrediente e nell’aggiunta di inulina, fibra solubile in grado di rallentare l’assorbimento di grassi e zuccheri a livello intestinale.

È importante, poi, fare attenzione alla cottura in forno, per non imbrunire troppo l’impasto, evitando la formazione di sostanze dannose per il nostro organismo.

Si prosegue, poi, con un piatto immancabile sulle tavole di tutta Italia nei giorni di festa: i tortellini in brodo ripieni di carne. Anche in questo caso, la tradizione si fonde con il benessere, aggiungendo inulina alla sfoglia per la pasta, permettendo di ridurre l’assorbimento di grassi e zuccheri a livello intestinale, con uno sconto sulle calorie.

Il ripieno conserva gli ingredienti della tradizione, basta sapere dosare bene i vari componenti ed accostare alla mortadella un buon prosciutto crudo pulito dal grasso visibile.

Come secondo, invece, la dottoressa suggerisce salmone al pepe rosa su un letto di verza. Un piatto buono e che fa bene al cuore, poiché il salmone è un pesce ricco in Omega 3, grassi polinsaturi che riducono il rischio di malattie cardiovascolari e fanno bene alla memoria. Una porzione di questo piatto ci regala il 70% della dose di Omega 3 raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Non può mancare il dolce….

Largo allora alla tradizione con i cantucci, qui proposti in una versione gluten free, da accostare ad un buon calice di Vin Santo che possiamo concederci senza sensi di colpa.

Il segreto?

Una porzione contiene i grassi e gli zuccheri rispettivamente contenuti in mezzo cucchiaino di olio e di zucchero semolato e le fibre di tre piatti di insalata, merito della frutta secca e dell’aggiunta di inulina, la fibra solubile estratta dalla cicoria in grado di favorire l’equilibrio della flora intestinale.

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