La collezione A/I 2025 di Ermanno Scervino ha saputo sradicare il classico concetto dei centrini di nonna in qualcosa di unico e fortemente evocativo: adesso sono la più alta evoluzione della moda Haute Couture.
Dimenticati del classico centrino della nonna posto sul mobile di quercia scura o di faggio possente, dimenticati di quella lavorazione démodé di pizzo e merletto, ricordati invece di un solo nome: Ermanno Scervino. La maison di moda più iconica e sofisticata tra le eccellenze italiane non ha saputo soltanto reinventare il tipico concetto vintage del centrino lavorato a mano, ma conferisce all’intero sistema Haute Couture una nuova modalità di lavorazione sartoriale, rendendo le proprie modelle quasi degli angeli in grado di librarsi a mezz’aria in un turbine magico di stile.
Inutile prenderci in giro: stiamo vivendo una fase storica sotto molti punti di vista. L’editoria online è al collasso, l’intelligenza artificiale ormai ha ampiamente surclassato fotografi, pittori, illustratori, persino giornalisti e redattori, così come stilisti. Eppure, in questa parentesi Ermanno Scervino ha voluto farci riassaporare quel classico che non stanca, se ben trasformando e modernizzato mantenendo tuttavia il contatto con i ricordi di un tempo. E la sua collezione Autunno Inverno 2025-26, a mio parere è un prezioso omaggio alle sapienti mani delle nonne italiane, ai loro centrini e alla loro preziosità.
Ermanno Scervino incanta tutti con la sua A/I 2025-26: il merletto non è mai stato così di moda
Rielaborare e saper dare il giusto appeal a qualcosa come un vecchio centrino di nonna non è certamente alla portata di tutti: il risultato può essere scadente, deludente, troppo classico o al contrario non dare il risultato sperato perché c’è stata troppa voglia di osare. Ma non stiamo affatto parlando di Ermanno Scervino che, nella sua collezione Autunno Inverno 2025-26 ha saputo valorizzare e sostenere quella che è forse l’opera d’arte più bella di tutte le nonne italiane, ovvero il centrino.
Non solo questo ovviamente, anche perché Ermanno ha reso la sua collezione quasi una sorta di mix delizioso e spumeggiante di elementi country, elementi ottocenteschi che si allineano con lo stile Poetcore di cui ti avevo parlato poco tempo fa, elementi estremamente moderni come il pantalone dall’orlo iper estremizzato verso il pavimento e altri ancora burlesque.
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C’è tuttavia questo comune denominatore, un fil rouge sottinteso che in ogni capo possiamo ammirare: una lavorazione meticolosa del merletto, proprio nel classico colore un po’ invecchiato del centrino di nonna cucito a mano. Lo troviamo in abiti da sera color avana scuro, nei pantaloni, soprattutto nei corsetti aderenti al corpo che enfatizzano il punto vita e i fianchi aggiungendo quel quanto che basta di volume per riportare le curve femminili in una sfiziosità anni 50, dove le abbondanze di Marilyn Monroe non erano di certo un difetto da nascondere.
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Le linee dei capi sono verso l’alto e in senso verticale, riprendendo un po’ quel concept angelico di cui ti parlavo: le modelle sembrano quasi volare, merito dell’altissima qualità dei materiali usati, che nonostante possano riprendere il tipico centrino, non risultano pesanti o caricati, anzi al contrario ogni linea e struttura sembra composta da sottilissima carta velina.
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I maglioni vedono gli stessi ricami dei centrini, quei minuscoli forellini nati dalla lenta lavorazione dei ferri, insomma è un omaggio a mio parere molto chiaro alla vecchia generazione italiana che ha fatto la storia e ci ha fatto scoprire l’importanza della manualità e dell’arte ‘povera‘ ma molto più ricca di quel che sembri.





