Colpi di scena, ma anche spunti di riflessione alla sfilata di Frankie Morello a Milano. Certo il finale lascia senza fiato, un modello-attore adone che rimane “nature” sulle passerelle è certamente un segnale forte.

Ma la scaletta presentata dalla Maison ha toccato anche punte intense, profonde, mettendo a nudo non solo il corpo ma anche le emozioni e le sensazioni.

Un viaggio, un vero meditation tour, dalla sera al mattino, dal materialismo alla semplicità, dalla city all’Himalaya.

Un viaggio meditativo e mistico per ritrovare la leggerezza e la purezza, abbandonando l‘attaccamento ai beni materiali. Una presentazione forte, che vuole esprimere la volontà di movimento di pensiero e dell’approccio alla vita. Dall’urbano alla presa di coscienza, alla leggerezza, alla purificazione.

Ed è così che la collezione è suddivisa: in tre parti, le fasi che l’uomo Frankie Morello attraversa per raggiungere la libertà.

Nella prima, espressione dell’attaccamento ai beni materiali, sono utilizzati colori e materiali che ricordano la città. L’uomo della city nella sua quotidianità, che segue le regole dell’urbanizzazione e che il contesto storico temporale definisce e impone.

La fase centrale, in cui l’essere umano inizia a sentire un’urgenza di cambiamento, un’evoluzione che avviene passo dopo passo con l’inizio di un viaggio interiore e di una presa di coscienza del proprio io.

Ecco allora che anche i colori, i ricami e i materiali cominciano a diversificarsi e ad assumere leggerezze diverse. Infine, terza e ultima fase, in cui la leggerezza diventata lo stile di vita da seguire e l’abbandono delle cose materiali giunge a compimento.

La spiritualità è protagonista di questa storia, portando l’uomo alla quasi nudità, simbolo di una presa di coscienza oramai abbandonata da anni.

Gli abiti diventano simbolo della trasformazione e ne scandiscono il passaggio attraverso i materiali, le applicazioni e i colori, dando un’immagine chiara della metamorfosi, fino ad arrivare a un’ipotetica consapevolezza di se.

La presentazione è scandita dalla performance live di Burger Girl, progetto musicale e alter-ego di Benjamin Dukhan, artista eclettico francese emergente che con il suo universo “electro-bitch” unisce durezza e sensualità a romanticismo e spiritualità.

Con la sua performance accompagna la metamorfosi, attraverso un viaggio che diventa anche musicale.
Lo show vede, inoltre, la presenza di Giuseppe Sartori, una delle personalità più interessanti sulla scena teatrale italiana, parte della nota compagnia Ricci e Forte .

Il teatro rappresentato è ormai diventato famoso e fonte d’ispirazione per diverse altre realtà contemporanee; ricco d’immagini perfette, curate e costruite in meticolose architetture teatrali, inquietanti, colorate, a volte addirittura impudiche.

L’artista interpreterà al meglio la metamorfosi dell’essere umano attraverso il metidation tour narrato dalla collezione.

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