Matrimonio: la separazione con addebito

Matrimonio: la separazione con addebito

Cosa succede quando in una coppia i coniugi vìolano i doveri del matrimonio? In alcuni casi si può verificare una separazione con addebito, vediamo come.

Tra moglie e marito non mettere il dito, cita il famoso proverbio. Eppure sempre più spesso, tra moglie e marito ci si mette l’avvocato.

Che si tratti di divorzio o separazione poco conta, è la fine del matrimonio, e non sempre è indolore, soprattutto se uno dei coniugi ha vìolato gli obblighi coniugali, e in questo caso, la separazione può essere richiesta dal coniuge “incolpevole” con addebito verso l’altro.

In questo articolo ci facciamo spiegare dall’avvocato divorzista Mara Sacchini quali sono le cause e le prerogative per avviare una  separazione con addebito, ovvero la richiesta da parte di uno dei coniugi di imputare la colpa all’altro.

“Con il matrimonio i coniugi acquistano gli stessi diritti e i medesimi doveri. I doveri e gli obblighi che i coniugi reciprocamente debbono considerare sono: la fedeltà, l’assistenza materiale e morale, la collaborazione nell’interesse della famiglia e la coabitazione.

Quando i coniugi non tollerano la prosecuzione della convivenza, la legge matrimoniale prevede la possibilità che essi possano separarsi.

La separazione tra coniugi è consensuale e giudiziale. La separazione giudiziale diventa colposa quando i comportamenti singoli o reciproci dei coniugi vìolano gli obblighi che derivano dal matrimonio. Il comportamento infedele del coniuge può considerarsi colpa quando tra i coniugi la convivenza era già divenuta intollerabile.

L’allontanamento dalla casa coniugale, avvenuto senza l’accordo, diviene colpa in quanto il coniuge che ha subìto l’abbandono rimane privo di assistenza morale e materiale e della collaborazione familiare.”

Ma cosa comporta, nella pratica, una separazione con addebito?
In sostanza il coniuge a cui viene addebitata la separazione perde ogni diritto al mantenimento e gli vengono attenuati i diritti successori. In tema di eredità, infatti, il coniuge cui è stata addebitata la separazione ha diritto solo a un assegno vitalizio se quando viene aperto il testamento godeva degli alimenti a carico del coniuge deceduto.

Il coniuge a cui non è stata addebitata la separazione, invece, ha gli stessi diritti di successione del coniuge non separato.

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