Armani consegna l’assegno simbolico di 43 milioni di litri di acqua al Presidente e Ceo di Green Cross International, Alexander Likhotal. Sulla destra Mubarick Masawudu, Presidente di Green Cross Ghana

Giorgio Armani: 43 milioni di litri d’acqua per Green Cross

Appuntamento importante oggi a Milano per la Charity Acqua For Life, dove, nel primo pomeriggio sono stati comunicati i risultati finali e Giorgio Armani ha consegna a Green Cross l'assegno simbolico di 43 milioni di litri di acqua .

Appuntamento importante oggi a Milano per la Charity Acqua For Life, dove, nel primo pomeriggio sono stati comunicati i risultati finali e Giorgio Armani ha consegna a Green Cross l’assegno simbolico di 43 milioni di litri di acqua .

Dal 1° marzo al 31 maggio 2011 Giorgio Armani ha sostenuto l’importanza dell’accesso all’acqua potabile a fianco di Green Cross International, per stimolare l’opinione pubblica sull’argomento. A partire dall’universo di Acqua di Giò e Acqua di Gioia, due fragranze in armonia col tema, è stata creata un’ampia e inedita rete di supporto e di solidarietà focalizzata sulla comunicazione su punti vendita e online, grazie a un’innovativa applicazione su Facebook.

Ogni flacone di profumo venduto ha generato una donazione di 100 litri di acqua potabile. In più, un codice personalizzato sulla confezione ha permesso di raddoppiare la donazione e di creare la propria community Acqua for Life sulla fanpage di Facebook Acqua for Life.

Ogni nuovo membro della community ha generato un’ulteriore donazione di 10 litri d’acqua, e ogni “like” e/o “commento” all’interno della community ha aggiunto 1 litro. L’obiettivo era di raggiungere l’equivalente di 40 milioni di litri di acqua potabile per i villaggi del Ghana.

Risultati finali 43.314.986 litri di acqua potabile raccolti in totale 3.003.786 litri raccolti attraverso la sfida su Internet 5.331 community Facebook 19.092 post 408.756 commenti 2.303.568 like

Che cosa è stato fatto fino adesso?
“I grandi risultati ottenuti ci consentono di intervenire in 16 villaggi. La sfida Acqua for Life 2011 ha già permesso di iniziare i lavori nei primi 10, situati nella parte orientale del Ghana.

Gli altri 6 villaggi che saranno aiutati si trovano nella regione del Volta e a ridosso della sponda sinistra del grande fiume. Un totale di circa 27.000 persone, sparse in 16 villaggi, avrà così accesso all’acqua potabile.

Di queste 27.000 persone, circa 3.500 sono bambini, che godranno dell’acqua anche all’interno del loro ambiente scolastico, attraverso l’uso delle strutture costruite di fianco alle scuole.

I 200 insegnanti che lavorano con questi bambini beneficeranno a loro volta di acqua pura, oltre che di un plus di tempo disponibile per le lezioni e di una maggiore frequenza degli allievi.

Per concludere, alla fine della realizzazione del progetto, circa 110 membri dei vari villaggi – soprattutto donne, muratori e tecnici – verranno istruiti sulla manutenzione e la riparazione degli impianti, assicurandone un utilizzo ottimale e sostenibile.”

Qual’è il reale valore dell’acqua nel Ghana e nel mondo
Circa 900 milioni di persone nel mondo non hanno ancora accesso all’acqua potabile. L’accesso all’acqua pulita rimane una delle principali sfide mondiali. Questo è il motivo per cui nel 2000 la comunità internazionale, attraverso le Nazioni Unite, ha stabilito l’obiettivo di dimezzare entro il 2015 il numero di persone che vive senza accesso all’acqua potabile. Un obiettivo ambizioso ma non irraggiungibile: nel 2000 le persone senza accesso all’acqua potabile erano infatti 1,4-1,5 miliardi.

Il problema è particolarmente grave nell’Africa sub-sahariana. Nel Ghana, un paese di 22.7 milioni di persone, il 40% della popolazione rurale non ha accesso all’acqua potabile. Nel 2008 le malattie legate all’acqua e alle cattive condizioni igieniche, come colera e diarrea, sono costate la vita a 2,5 milioni di persone nel mondo, di questi 1 milione e 300 mila erano bambini con meno di 5 anni. La carenza di acqua pulita sta distruggendo moltissime vite e tiene in ostaggio l’educazione e la salute dei bambini.

Questo problema influenza fortemente anche lo sviluppo economico. Una questione di genere Le donne africane e quelle asiatiche percorrono in media circa 6 chilometri al giorno per raccogliere l’acqua. Nelle comunità ghanesi che beneficeranno di Acqua for Life, le donne trascorrono in questo modo dalle 2 alle 3 ore al giorno.

I bambini, in particolare le bambine, contribuiscono molto a questo compito quotidiano e aiutano le loro madri a raccogliere l’acqua per uso domestico. Si tratta di tempo prezioso che non viene trascorso a scuola, nei campi o in altre attività produttive.

Accesso all’acqua e all’istruzione Secondo una stima delle Nazioni Unite, 443 milioni di giorni di scuola si perdono ogni anno per le malattie provocate dalla mancanza d’acqua e di igiene. E anche quando non sono malati, i bambini occupano molto del loro tempo nella raccolta dell’acqua. Portare acqua pulita in questi villaggi non solo risolve la situazione, ma cambia il profilo del villaggio e attrae insegnanti che altrimenti non sarebbero disponibili a vivere lì.

I sistemi di rifornimento idrico La sfida Acqua for Life 2011 permetterà di costruire sistemi di rifornimento idrico in 16 comunità. Ognuna disporrà di un pozzo di profondità realizzato con opere di trivellazione e di un pozzo di minore profondità scavato manualmente, mentre le scuole saranno alimentate da un sistema di raccolta dell’acqua piovana con cisterna in grado di assicurare acqua potabile ai bambini durante le ore scolastiche.

I pozzi trivellati e quelli scavati sono ampiamente utilizzati nei paesi in via di sviluppo. Rappresentano tecnologie semplici, efficaci ed economiche, in grado di fornire l’acqua alle comunità rurali e periurbane.

Nonostante si facciano test di qualità durante la costruzione per garantire che l’acqua non contenga metalli o agenti inquinanti pericolosi, l’acqua estratta con questo sistema di solito non necessita di alcun trattamento e si può usare appena viene pompata. Per concludere, queste tecnologie non richiedono impianti di grosse dimensioni, e di conseguenza la loro istallazione risulta meno invasiva per l’ambiente. Inoltre i sistemi sono decentrati e quindi forniscono acqua nei luoghi dove questa risorsa fondamentale è più richiesta e sono facili da gestire.

I sistemi di raccolta dell’acqua piovana sono invece meno utilizzati in regioni dove la pioggia è scarsa. Sono sistemi economici, attraverso i quali si può garantire l’acqua potabile in modo sostenibile e contribuiscono a diversificare le fonti di approvvigionamento. Inoltre sono una valida risorsa in tempi di siccità o di altre calamità naturali.

Descrizione degli impianti I pozzi scavati a mano sono costruiti dagli uomini. Sono adatti alle zone molto piovose. I pozzi trivellati forniscono acqua in quantità più significativa. Sono trivellati dalle macchine e pompano acqua direttamente dalle falde in profondità. I sistemi di raccolta dell’acqua piovana richiedono l’installazione di grondaie sui tetti delle scuole, per dirigere il flusso dell’acqua piovana in cisterne dalla capacità di 20.000 litri. Anche in questo caso si tratta di una tecnologia sostenibile e altamente efficiente. L’accettazione e il sostegno da parte delle comunità è fondamentale, e determina il successo a lungo termine dell’iniziativa. Questi saranno i loro impianti di rifornimento idrico e a loro spetterà il compito di mantenerli efficienti.

In ogni villaggio un gruppo da 7 a 10 persone, composto da tecnici, muratori e semplici membri della comunità, viene addestrato a prendersi cura della manutenzione degli impianti; si è inoltre stimolata la popolazione a stabilire un sistema minimo di pagamento, una cifra poco più che simbolica, che costituirà un fondo per il risanamento dei pozzi quando si richiederanno lavori significativi.

Le donne sono fondamentali per la gestione dell’acqua nelle comunità. Per questo motivo, in 9 dei 10 villaggi dove i lavori sono stati completati, è stata scelta una donna come referente principale per la manutenzione dei pozzi trivellati e di quelli scavati a mano.

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