Un tesoro ritrovato. Dal rilievo alla rappresentazione

Lunedì 7 giugno alle ore 19,00 nei prestigiosi locali del settecentesco Palazzo Arese Litta si inaugura la mostra “Un tesoro ritrovato. Dal rilievo alla rappresentazione”, dopo il grande successo di visitatori riscosso a Roma presso il Complesso Vittoriano, dove l’esposizione è stata ospitata  lo scorso autunno. La mostra sarà aperta al pubblico dall’8 giugno al 18 luglio 2010 dal martedì alla domenica dalle ore 10,00 alle ore 18,00, ad ingresso gratuito.
La mostra, promossa dalla Agenzia del Territorio, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il Patrocinio del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Provincia di Milano e con il Patrocinio e la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, è curata da Antonio Catizzone e Sabatino Di Filippo e si avvale di un prestigioso Comitato d’Onore composto da Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze; Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa; Sandro Bondi, Ministro per i Beni e le Attività Culturali; Luigi Casero, Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze.
L’organizzazione e la realizzazione sono a cura di Comunicare Organizzando.

LA MOSTRA

L’esposizione “Un tesoro ritrovato. Dal rilievo alla rappresentazione” propone ai visitatori un viaggio affascinante alla scoperta dei diversi saperi, professionalità e competenze dell’Agenzia del Territorio  attraverso una narrazione che ripercorre le tappe della storia della cartografia e di quell’insieme di conoscenze scientifiche, tecniche e artistiche a essa connesse che hanno accompagnato, e anche spesso stimolato, l’evoluzione economica e il progresso tecnologico delle società umane.
Fedele nella struttura di base all’esposizione romana, la nuova edizione dedica tuttavia un ampio spazio alla rappresentazione della realtà milanese con una integrazione di pezzi provenienti dall’Archivio di Stato di Milano. 

La mostra offre una ulteriore occasione per Palazzo Litta, uno degli edifici che meglio caratterizzano la città di Milano dal punta di vista storico, artistico, architettonico e culturale, di aprire al pubblico le sue prestigiose sale in concomitanza con l’inizio dei lavori di rifunzionalizzazione del complesso, a conferma del proposito della Direzione Regionale della Lombardia di garantire, anche in questa fase, un rapporto sempre rinnovato con la città.
Nel percorso espositivo viene  presentata una ricca selezione di mappe, in grado di offrire una ricca panoramica  della produzione cartografica degli ultimi tre secoli, oltre a cabrei, atlanti, strumenti scientifici per il rilievo e la rappresentazione integrati da filmati, documenti, registri, atti notarili, patrimonio dell’Agenzia del Territorio, che oltre a tessere una fitta trama di rimandi tra cultura, arte e storia, accompagna il visitatore nella conoscenza di un’istituzione, l’Agenzia del Territorio,  poco nota eppure depositaria di uno straordinario patrimonio di saperi.

Attraverso un percorso espositivo a carattere didattico-narrativo, articolato in una introduzione storica e quattro sezioni, si dà rilievo all’esistenza di un prezioso patrimonio noto solo parzialmente ai tecnici del settore e poco al grande pubblico.
La mostra  copre l’arco temporale degli ultimi tre secoli, che hanno visto l’Italia  giocare un ruolo fondamentale a livello mondiale nel progresso del settore geotopocartografico e nella realizzazione e organizzazione della documentazione catastale.

Un percorso espositivo che dimostrerà come lo studio del documento e della fonte storica può essere visto come scoperta di un mondo passato che è  radice del presente e, come tale, essere riproposto alle generazioni più giovani come fonte di scoperta che metta insieme antico e nuovo, passato e presente (Gabriella Alemanno, Direttore agenzia del Territorio).

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Una breve introduzione storica apre il percorso testimoniando come i primi tentativi di misurazione e definizione del territorio abbiano origine nella notte dei tempi, sin dall’epoca preistorica, passando per l’antico Egitto e proseguendo nell’antica Grecia e in epoca romana per arrivare, superando la parentesi medioevale, direttamente  all’Epoca dei Lumi. 
Qui sono presentati alcuni pezzi storici che hanno consentito e facilitato le prime operazioni di rilevamento del terreno tra cui il “Cubito di Imen-m-ipet” proveniente dal Museo delle Antichità Egizie di Torino e la “Groma”  del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

E’ con la I sezione che si entra nel vivo del patrimonio dell’Agenzia con il racconto della nascita dei catasti geometrico – particellari nel XVIII e XIX secolo con una panoramica su alcune cartografie formate in epoca anteriore alla promulgazione della legge istitutiva del Catasto Italiano del 1886.
Punto di partenza è il “catasto teresiano” che esaudisce, con la sua attivazione nel  1760, l’antico sogno dell’Imperatore Carlo VI. 
Vengono presentati esempi di mappe dal catasto napoleonico, pontificio, franceschino e altri catasti ottocenteschi affiancati da straordinarie tavole di cabrei e atlanti caratterizzati da decorazioni minuziose e raffinatissime dove è possibile  distinguere  nel tratto e nelle scelte cromatiche un’abilità artistica sottile, una mente creativa e, nel contempo, una “ratio” matematico- tecnica, il tutto in  un perfetto equilibrio e connubio.
Completano il quadro alcune raccolte della normativa e delle istruzioni tecniche, tanto precise,  dettagliate e minuziose, sul modo di procedere nei rilevamenti, nel disegno della mappa e nella predisposizione di tutti i registri e documenti amministrativi, da poter essere ancor oggi prese a  esempio.

La II sezione affronta il periodo che va dal 1886 al 1956, dall’indomani dell’Unità d’Italia, quando, con la Legge Messedaglia, venne disposta la formazione di un catasto unico. Percorrendo le varie tappe che caratterizzano l’arco di tempo che giunge fino agli anni ’50, si dà conto dell’impiego del metodo aerofotogrammetrico, introdotto per la prima volta al mondo, in Italia, per la formazione delle mappe catastali,  nell’anno 1934. A corredo della narrazione vengono presentati diversi volumi di istruzioni, riviste, manifesti.
Molti gli strumenti tecnici esposti, in una sala appositamente dedicata: tavolette pretoriane, teodoliti, tacheometri, strumenti per il calcolo delle aree delle particelle quali reticole e planimetri, pantografi, strumenti di calcolo come regoli e aritmometri, esempi straordinari dell’ingegno  umano.

Nella III sezione viene affrontata la questione della Conservazione delle Mappe del nuovo Catasto Terreni attraverso la creazione di exhibit che ripropongono al visitatore le postazioni di lavoro per l’aggiornamento della cartografia catastale in modalità tradizionale.  Parallelamente viene raccontata, attraverso una cospicua selezione di oggetti, l’evoluzione degli strumenti topografici moderni determinata dal progresso tecnologico, soprattutto nel settore dell’elettronica a cavallo degli anni Settanta, e la progressiva trasformazione degli strumenti di calcolo fino all’utilizzo dei moderni Personal Computer.

La IV sezione, infine, propone la tematica della gestione moderna della cartografia catastale. Partendo dalla gestione informatizzata del processo di aggiornamento del catasto, si propone uno sguardo sull’attualità e sul futuro dell’Agenzia attraverso la presentazione della procedura Pregeo fino alla versione 10 che rappresenta a tutt’oggi una soluzione di eccellenza e motivo d’orgoglio per l’Agenzia.

Sono inoltre presentate alcune interessanti realtà vicine o collegate per differenti e specifici aspetti all’Agenzia del Territorio.
In quest’ottica si inserisce la presentazione del Portale Atlante, – cofinanziato dalla Fondazione CARIPLO –  progetto nato con l’intento di promuovere e valorizzare il vasto patrimonio cartografico dei catasti storici disponibile per il territorio lombardo in quantità che non trova riscontro in altre regioni italiane e europee. Si tratta di un progetto che coinvolge oltre all’Agenzia del Territorio un partenariato esteso a diversi soggetti istituzionali: il Politecnico di Milano, l’Archivio di Stato di Milano, il Centro Studi PIM, la Regione Lombardia e il Comune di Gorgonzola.

In occasione della mostra inoltre l’Archivio di Stato di Milano presenta il recupero e il restauro, conclusosi nel 2007, di un documento di rilevante interesse per la storia urbanistica della città, la pianta di Milano di grandi dimensioni fondata sul rilevamento del 1807 coordinato dagli Astronomi di Brera. In via del tutto eccezionale l’originale dell’antica pianta di Milano potrà essere ammirato, per l’intera durata della mostra, presso la sala della mappa all’Archivio di Stato di Milano in Via Senato 10, da martedì a sabato dalle 10.00 alle 14.00 nonché  domenica 20 e 27 giugno  dalle 10.00 alle 18.00.

Concludono il percorso espositivo 7 straordinari reperti cartografici, rientranti nell’arco cronologico compreso tra il 1910 e il 1930 e provenienti dalla Biblioteca storica Adolfo Boroli dell’Istituto Geografico De Agostini, una straordinaria realtà italiana da sempre dedita alla  divulgazione della conoscenza e del sapere nei suoi diversi aspetti.
 

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