La proteina color CaMPARI

Salute: le reazioni del cervello alla proteina color CaMPARI

#salute: La proteina fluorescente che prende il nome di CaMPARI è una recente scoperta degli studiosi dell'Howard Hughes Medical Institute

La proteina fluorescente che prende il nome di CaMPARI è una recente scoperta degli studiosi dell’Howard Hughes Medical Institute che hanno deciso di darle questo nome proprio per il caratteristico colore rosso che conferisce ai circuiti nervosi quando sono in piena attività.

CaMPARI è l’acronimo di Calcium-Modulated Photo Activable Ratiometric Integrator ed è una proteina innovativa che rende i neuroni rossi quando sono attivati. Grazie a questa invenzione gli scienziati hanno potuto osservare chiaramente, e senza l’utilizzo del microscopio, l’attività celebrale di animali da laboratorio come topi, moscerini della frutta e larve di zebrafish. La proteina, inizialmente è di colore verde e si trasforma in un rosso vivace in presenza di attività celebrali intense che provocano la risposta di un neurone. Infatti, quando un neurone si accende, si ha una maggiore concentrazione di calcio e, sotto una luce viola, sono ben visibili i passaggi dal colore verde al rosso.

In particolare, negli animali tenuti sotto osservazione si è notato che la proteina CaMPARI cambiava colore quando le cavie da laboratorio reagivano ad odori specifici e a cambi improvvisi di temperatura. Gli studiosi hanno mappato i circuiti nervosi di questi animali e li hanno fotografati mentre erano impegnati a svolgere attività come nuotare o regolare la loro temperatura corporea in base a quella dell’ambiente circostante.

Le suggestive immagini scattate dagli scienziati sui cervelli in piena attività delle cavie, sono state pubblicate sulla rivista Science e mostrano, evidenziate in rosso, le aree che si attivano quando sono soggette a stimoli. Questa scoperta rappresenta l’inizio di un nuovo modo di monitorare e studiare gli organismi che non dovranno essere più analizzati a microscopio ma liberi di interagire con l’ambiente in cui si trovano. In questo modo sarà possibile per i ricercatori, studiare meglio il cervello e i neuroni e fornire dati più dettagliati sul loro funzionamento anche in situazioni più complesse come le relazioni sociali, l’innamoramento e il corteggiamento.

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