Ci siamo quasi… il Natale con tutta la sua magia sta arrivando. Dunque cominciamo a documentarci partendo dalle piante più belle che si regalano durante le feste.

VISCHIO
Il vischio è un arbusto molto comune nelle regioni boscose di Europa e America, che vive aggrappato ad alcuni alberi ospiti, come la quercia, il pioppo, il melo, il biancospino. Ha la forma di un grosso cespuglio rotondeggiante con rami sempreverdi. I fiori sono riuniti in fascetti e le bacche sono globose e contengono un liquido vischioso (da cui prende il suo nome) e biancastro. La parte medicamentosa del vischio è rappresentata dalla pianta intera e dai rametti fogliati. Le bacche invece non sono utilizzate.
Il vischio nell’antichità era considerato una pianta sacra. All’epoca dei Celti, i sacerdoti, detti druidi, usavano il vischio per ottenere infusi e pozioni contro qualsiasi malattia. Il vischio viene ufficialmente menzionato nelle farmacopee verso la fine del secolo scorso, tempo in cui furono scoperti e sperimentati per la prima volta i suoi principi attivi: proteine (viscotossina e lectina), flavonoidi, polifenoli e polisaccaridi, dall’azione anti-ipertensiva.
In fitoterapia si usano soprattutto i rami giovani e le foglie per preparare tisane ed estratti liquidi con attività ipotensive, diuretiche e antispasmodiche. Il vischio è una delle piante più efficaci contro l’ ipertensione, utilizzato anche come regolatore del sistema cardio-circolatorio: le sostanze contenute nel vischio sembrano infatti essere di stimolo al sistema parasimpatico e diminuire le resistenze periferiche dei vasi causando vasodilatazione. Per queste sue proprietà il vischio è utilizzato anche come coadiuvante in caso di aterosclerosi, angina e per migliorare la circolazione cerebrale. Inoltre il vischio è importante anche in caso di artrite, perché aumenta la diuresi e favorisce così l’escrezione di urea. Applicato localmente ha anche azione antinfiammatoria alleviando i dolori reumatici e gli attacchi acuti di sciatica.

IL VISCHIO PORTAFORTUNA
Il vischio a Natale e durante le Feste viene regalato e considerato una pianta beneaugurante. Perché?

Da sempre il vischio è stato considerato una pianta sacra: teneva lontane le disgrazie e le malattie, in alcuni paese è simbolo di buon augurio durante il periodo natalizio. Per i Celti era una pianta benedetta, e si riteneva che crescesse nei luoghi colpiti dai fulmini. La tradizione scandinava – successivamente tramandata anche in tutto il mondo – vuole che l’anno nuovo venga salutato con un bacio sotto a uno dei suoi rami. In Italia siamo soliti donare o tenere in casa rami di vischio tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno nella speranza di proteggere in tal modo noi stessi, le persone a noi care e la nostra abitazione dai guai e dalle disgrazie. La valenza del vischio è dunque quella di portafortuna per eccellenza! I Druidi attribuivano al vischio un grande potere. Viene definita la pianta della Luna, grazie alle sue bacche bianche e lattiginose, che quasi brillano al buio. I Celti usavano coglierlo soltanto in caso di reale necessità e con un falcetto d’oro, vestiti di bianco, scalzi e digiuni.
Era anche la pianta associata alla dea anglosassone Freya (o Frigga), sposa del dio Odino e protettrice dell’amore e degli innamorati, per questo si usa baciarsi sotto un ramo di vischio.

AGRIFOGLIO

Arbusto che può raggiungere i 20 metri d’altezza, l’agrifoglio è un’altra pianta tradizionale del periodo natalizio, sia per la sua bellezza sia per i suoi significati. Da un punto di vista commestibile, ricordiamo che le bacche sono tossiche per l’uomo. L’agrifoglio è poco utilizzato nella fitoterapia moderna. Le foglie sono diaforetiche, espettoranti, febbrifughe e tonificanti. Possono essere utilizzate fresche in quasi ogni momento dell’anno, o possono essere raccolte in tarda primavera, ed essiccate per un uso successivo. Sono utilizzate nel trattamento delle febbri intermittenti, nei reumatismi, in presenza di molto catarro, nei casi di pleurite, eccetera. Il succo delle foglie fresche può essere utilizzato con successo nel trattamento dell’ittero. Le bacche sono tossiche, con effetti fortemente emetici e purgativi. Esse sono state utilizzate nel trattamento dell’idropisia e, in polvere, come astringente nei casi di sanguinamento. Le bacche sono tossiche soprattutto ai bambini e non devono essere usate in medicina se non sotto la supervisione di persone qualificate. La radice dell’agrifoglio è utilizzabile come un diuretico. La pianta è utilizzata anche per la realizzazione del rimedio corrispettivo nei  Fiori di Bach: le parole chiave per la prescrizione sono odio, invidia, gelosia e sospetto.

AGRIFOGLIO PORTAFORTUNA
Considerata una pianta magica ancor prima che arrivasse il Natale cristiano, da sempre è simbolo di fertilità e buon auspicio per l’anno nuovo, e viene utilizzato come porta fortuna. Elemento decorativo largamente usato per le nostre decorazioni natalizie, l’agrifoglio non passa di moda per ghirlande, corone, centri tavola e composizioni floreali varie fin dai tempi dei Celti. Nei riti pagani, infatti, veniva associato alle feste dedicate al solstizio d’inverno, periodo che segna il riallungarsi delle ore di luce, e veniva festeggiato come simbolo della rinascita e della ripresa dopo l’oscurità invernale. Quando i riti pagani vennero sostituiti con quelli cristiani, molti dei simboli del precedente credo vennero mantenuti, tra cui, appunto l’agrifoglio, semplicemente assumendo una connotazione simbolica diversa. Alla pianta, infatti, si associano le foglie alla corona di spine di Gesù, e le bacche rosse al suo sangue.

Di Raffaella Ponzo

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