Milano Fashion Week: II giornata

Milano Fashion Week: II giornata

A inaugurare la seconda giornata di sfilate milanesi è il brand Max Mara che conferma l’innata eleganza che caratterizza da sempre la sua donna, ma vi aggiunge un sapore modernista.

A inaugurare la seconda giornata di sfilate milanesi è il brand Max Mara che conferma l’innata eleganza che caratterizza da sempre la sua donna, ma vi aggiunge un sapore modernista. Il tono beige apre lo show e diventa subito protagonista cromatico, per poi essere abbinato all’azzurro tenue, al bianco, infine al nero. La differenza per la donna Max Mara è nelle forme pulite dei suoi abiti. Le linee delle silhouette sono talmente essenziali da diventare protagoniste evidenti. A tratti i tagli sartoriali evocano capi sportivi in altri casi ispirazioni futuriste. Shorts e miniabiti, ma anche longuette e pantaloni morbidi. Borse grandi da giorno, scarpe con tacco unito e occhiali da sole, gli accessori.

Cambio totale di mood per Blugirl che resta fedele alla sua allure romantica. Colori tenui e opachi quali giallo, arancio spento e rosa antico, ma anche stampe floreali e colori più accesi (verde smeraldo e rosa). Ruches e sete trasparenti per il giorno, tulle e miniabiti lavorati per la sera. Una perfetta unione tra la leggiadria che Anna Molinari vuole per la sua donna Blugirl e la couture che contraddistingue i capi di questa collezione. Dettaglio must have: le rose applicate agli abiti. Tripudio di accessori: dalle cinture sottili, ai bracciali floreali, e ancora cappelli, pochette e foulard legati al collo.

Eleganza di altri tempi sulla passerella di Fendi, che unisce il lusso all’ironia. Il bianco abbinato al nero, le righe al grigio, ma non mancano i pois, le stampe geometriche e i capi monocromatici. Una donna borghese, che non passa inosservata, ma che si fa notare per la sapiente capacità di abbinare i suoi capi in modo “unico”, giocare con i tagli e le linee dei suoi abiti. Non c’è seduzione urlata in questa collezione, ma indubbiamente la donna Fendi si fa notare, solo sceglie una modalità di eleganza diversa, moderna, di gran classe. Gonne a trapezio, lunghezze medie e pantaloni morbidi. L’abito grembiule evoca atmosfere cinematografiche e il colletto e la cravatta abbinati sottolineano il mood “ so chic” creato da Silvia Venturini e Karl Lagerfeld.

Sotto lo sguardo attento di Loredana Bertè e Marta Marzotto sedute nel front row, sfilano sulla passerella di Ermanno Scervino le creazioni ispirate all’India dello stilista che rievoca la palette di colori di quei mondi lontani. Capo principale della collezione: il denim lavorato finemente con Swarovski applicati trasformato in un tessuto da sera e unito a pizzi leggeri che gli aggiungono valore. Lo stilista lo descrive come il capo che più caratterizza la donna Scervino della prossima stagione calda e le top model presenti in passerella, da Bianca Balti a Karmen Kass, ne illustrano la sua bellezza. Oltre al denim, altra particolarità la sera che in questa collezione occupa ampio spazio con i suoi 10 abiti, diversamente da come è abituato lo stilista. A tutto questo si aggiunge la seduzione della donna Scervino: gonne succinte, shorts e pizzi, trasparenze e maglie dall’effetto nude.

Tripudio di colori, fantasie e stampe da D&G che parte dal foulard di twill e declina tutta la collezione in questi termini ottenendo continuità nella sua sfilata e totale unicità. Abiti, shorts, gonne, top e camicie: ogni singolo capo prende spunto dal foulard e assume vita, forma e leggiadria ravvivando la passerella. Dagli abiti lunghi impalpabili e svolazzanti, ai top che lasciano il ventre scoperto, il duo stilistico Dolce e Gabbana sceglie di vestire la sua donna con allegria, colore e vivacità. Nonostante questa sia l’ultima sfilata del brand D&G (che dalla prossima stagione verrà “riassorbito” dalla prima linea Dolce&Gabbana) in passerella domina l’effetto variopinto che riempie gli occhi degli spettatori e si pone come must have PE 2012 fin da ora.

Grande rientro sulle passerelle milanesi per lo storico marchio Genny che inaugura la sua nuova stagione con un look metropolitano, dal sapore tribale. Le linee sono essenziali, ricercate e moderne. La donna Genny disegnata da Gabriele Colangelo ha una eleganza innata, moderna e allo nello stesso tempo superba. Dall’abito alla gonna, ogni singolo capo pone in evidenza una sofisticata ricerca sartoriale. Il made in Italy rivive nel suo splendore e conferma la classe che lo caratterizza in questa collezione tutta da indossare.

La donna di Krizia resta fedele alla sua passione per il viaggio e aggiunge un elemento simbolico: il verde speranza. Acconciature con dettagli in oro per le modelle che sfilano su tacchi altissimi con abiti in plissé, shorts e pantaloni con i fianchi a palloncino. Gli accessori sono un must have di collezione: dalle borse a baguette “allungata”, ai bracciali con borchie, agli orecchini lunghi e evidenti, per poi proseguire con ginocchiere da skater e cinture a fascia che cingono e segnano il punto vita. La donna di Krizia questa volta punta a viaggiare verso posti lontani, fuori orbita in un mood spaziale declinato ai tempi moderni. Chiude la sfilata la sera con la consueta eleganza e unicità che ne caratterizzano i capi, questa volta incentrati sul bianco e nero.

Sfila fuori dal calendario Luisa Beccaria che riporta in passerella una donna di altri tempi, capace di concedersi abiti romantici, preziosi e fiabeschi. Protagoniste le ruche, il tulle, le trasparenze e ancora i pizzi e i fiocchi. La donna di Luisa Beccaria ama indossare abiti dal carattere sentimentale, raffinato e fatto di un’eleganza fuori dai trend temporali. Abiti per sempre, capaci di essere indossati per una vita, o per una singola occasione. Il bianco candido si alterna a colori tenui come il verdino o il rosa antico, ma sfilano anche il bluette e le stampe floreali.

Tanta l’attesa per la sfilata di Prada, il brand capace di dettare nuove tendenze ogni stagione, e anche quest’anno Miuccia Prada non delude e porta in passerella il binomio “donne e motori” da lei rivisitato. La donna Prada non si scopre troppo, ma non per questo sceglie un look maschile e rigoroso, al contrario gioca con gli anni ’50 e appare sbarazzina, per non dire a tratti romantica. Le gonne con i plissè sono abbinate a fasce reggiseno che riprendono le fantasie delle collezione e vengono usate come top, gli abiti a plissé hanno colori pastello e i cappotti presentano fiori grafici applicati. Sfilano abiti con stampe “motoristiche” (dalle fiamme alle automobili) capaci di esprimere con pochi elementi il mood Prada. Le scarpe assumono la forma di un “bolide” veloce come un “fulmine”, rappresentato visivamente, e anche le borse, principalmente di forma trapezoidale, sono decorate con rievocazioni di un automobile. Una sfilata che come sempre lascia il segno e non mancherà di dettare legge la prossima PE 2012.

Arte surrealista sulla passerella di Albino, che trae ispirazione da Max Ernest e riporta nella sfilata la tavolozza di colori che tanto evocano i sogni inconsci per questo pittore: i toni del blu, il grigio, il nero e i toni più caldi dell’ocra, rosa e verde. I tessuti sono per lo più cangianti, gli abiti sovra composti con sottovesti di tulle e anche le camicie e i top presentano una lavorazione complicata. Lo stilista gioca sui volumi e sperimenta nuovi accostamenti: alcuni abiti scendono larghi altri seguono la silhouette del corpo femminile. Le scarpe cingono la vita e gli occhiali da sole rotondi permettono alla donna di Albino di mantenere un distacco in più dalla realtà.

Daniela Gregis si ispira all’ardesia, una pietra capace di evocare il mood della sua nuova collezione: elegante e povera allo stesso tempo come l’anima di questo elemento. Le forme sono semplici, ma mutevoli. I colori antichi sono accostati ai blu, ai bianchi e ai rosa aranciati. Nella location di Sant’Ambrogio, Daniela Gregis predilige sempre un accompagnamento musicale che sappia evocare l’anima della sua donna, e quest’anno predilige un concerto di legni ad accompagnare il suo defilé.

Un hippy contemporaneo per Jo No Fui come sottolineano le modelle, pettinate con delle trecce attorno al viso. E anche la collezione conferma la tendenza hippy seppur rivisitato: gonne svasate, abiti seventies, stampe e frange. Cinture a treccia o di pelle sottile a cingere la vita sottolineandola, spacchi frontali nelle gonne che lasciano le gambe scoperte o effetto “vedo non vedo” negli abiti lunghi che giocano con le trasparenze senza eccedere. La donna di Jo No Fui veste capi morbidi, si scopre ma non si stringe in abiti attillati e resta seducente senza dover mostrare troppo.

Chiude la giornata particolarmente intensa il brand giapponese Anteprima, disegnato da Izumy Ogino che conferma la sua passione per la linearità, il valore dei volumi, il rigore, seppur mischiando il tutto con dettagli allegri. Anche quest’anno non mancano i riferimenti giocosi in perfetto stile made in Japan: hello Kitty è ancora protagonista anche su questa passerella. E se la donna Anteprima da un lato colpisce per il suo stile, non passa inosservata neppure la sua voglia di giocare.

di Simona Scacheri

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