Karl Lagerfeld

È morto Karl Lagerfeld, ci lascia il direttore di Chanel e Fendi

Karl Lagerfeld, leggendario stilista e designer che ha segnato con la sua creatività quasi un secolo di moda e stile, si è spento oggi a 85 anni.

Alle passate sfilate di Parigi non aveva salutato il suo pubblico. Dopo aver speso tutte le energie a creare quella che sarebbe stata la sua ultima collezione, Karl Lagerfeld ha preferito non congedarsi a fine sfilata, ha delegato il suo braccio destro, Virginie Viard, direttore dello studio creativo della casa, a raccogliere gli applausi dei fortunati spettatori.

Un’assenza che aveva lasciato un senso di malinconia tra i presenti e gli appassionati di moda, e che oggi, a distanza di poco, piangono la scomparsa di uno dei più grandi stilisti e dei capitani del mondo della moda.
Si è spento a 85 anni il leggendario stilista, fotografo, illustratore, artista e designer che ha segnato con la sua creatività quasi un secolo di moda e stile.

Ironico, assolutamente non allineato, libero e fuori dagli schemi, ha sempre scelto di seguire la sua strada, allontanandosi dai luoghi comuni e dalle mode. Come dire, non le seguiva, le dettava, fino alla fine, alla sua ultima collezione.
Un genio, appassionato di arte e architettura, che ha sempre regalato spessore alle sue collezioni ricche di riferimenti storici ma proiettate al futuro.

“La moda non è fatta solo di vestiti. La moda è nell’aria. Ha qualcosa in comune con le idee, con il modo in cui viviamo, con ciò che accade intorno a noi”
Questa citazione, forse una delle più famose, appartiene a Coco Chanel e risale alla prima metà del XX secolo.
E’ stata forse lei ad anticipare il concetto di “lifestyle globale” che avrebbe dominato la fine del secolo e sarebbe stato portato avanti dal giovane creativo nato ad Amburgo nel 1938.

Fin dall’inizio della sua carriera Lagerfeld ha sempre saputo quale direzione avrebbe preso la moda, ma anche la sua vita.
Negli anni sessanta comprende che il suo futuro non sarebbe stato nell’alta moda, ma nel Pret a Porter.
A soli 17 anni ha iniziato a lavorare come assistente di Pierre Balmain, per poi diventare direttore artistico presso Jean Patou solo tre anni dopo; è qui che decide di non “integrarsi” con il sistema e sceglie di non fondare la propria casa di moda ( cosa che farà solo anni e anni più tardi) e di lavorare come stilista free-lance.

Dai suoi studi in Francia, Italia, Inghilterra e Germania, immagazzina infinite informazioni che saranno alla base delle sue creazioni: disegna tutto ciò che ha a che fare con la moda, spaziando dai vestiti agli accessori, senza dimenticare gli occhiali.

Anche se in maniera inconscia, Lagerfeld si è definito soprattutto in opposizione a Yves Saint Laurent, insieme al quale ha vinto il concorso International Wool Secretariat nel 1955, tuttavia entrambi  influenzano profondamente la moda nei cinquant’anni successivi.

Karl Lagerfeld è un creativo nel senso più moderno della parola; la sua genialità assoluta sta nella sua capacità di adattamento e nella facilità con cui riesce a rivestire diversi ruoli, sempre con grande energia, velocità, impegno e coraggio.

Sia che si tratti del suo lavoro con Fendi all’inizio del 1965, dei due periodi passati con Chloè ( 1963-83 e 1992-97), oppure della direzione artistica presso Chanel ( dal 1983) o della sua Griffe Karl Lagerfeld ( fondata nel 1984) e poi Lagerfeld Gallery del 1998, che gli permette di unire la passione per la Moda, quella con la M maiuscola, a quella per i libri e la fotografia; ognuno dei suoi progetti trasuda il suo stile e il suo carattere.

Le imprese impossibili gli danno adrenalina e stimoli, lo conferma nel  1983, quando, a  dieci anni dalla morte di Coco gli viene chiesto di prendere in mano la maison Chanel e renderla di nuovo “di moda”.
C’è chi cerca di dissuaderlo, è una sfida complessa e potrebbe essere persa, ma sono proprio le battaglie più impensabili a renderci orgogliosi di noi e il Kaiser accetta.
Si butta anima e corpo nell’avventura e, con un notevole senso degli affari, punta sui simboli della maison, manipolandoli, rendendoli attuali. In cuor suo sa che non avrebbe avuto il benestare della grande Coco, ma sa che se vuole vincere deve esaltare il passato ma solo in proiezione del futuro.

Si deve a lui la rinascita del brand che torna ad essere uno dei punti di riferimento dello stile mondiale, uno status symbol, un logo da esibire con orgoglio in qualsiasi occasione e scatto.

Oltre al suo interesse per il profumo, importante quanto i vestiti, e per una passione assoluta per l’Opera, il Balletto e l’illustrazione, si occupa personalmente della visione delle sue campagne adv oltre che degli scatti e dei servizi per le riviste patinate. La sua visione globale è su tutto, tutto parla di lui e della sua illuminazione.

Conosciuto come uno dei lavoratori più instancabili della moda, ha sempre trovato il tempo da dedicare al suo amatissimo gatto Choupette, fedele di una vita e di mille avventure.

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