Principe Azzurro addio. Il cavaliere senza macchia e senza paura, l’eroe dal cuore puro, si è eclissato. E’ meglio che l’universo femminile si rassegni a farlo uscire rapidamente dal mondo dei sogni. Non è tempo di favole, ma di certezze. L’uomo con il quale bisogna fare i conti è meno romantico e più pragmatico, non sussurra al chiaro di luna, ma si prende responsabilità concrete. Come accade al padre single interpretato da Francesco Quinn (non a caso presente al defilé di Coveri) nel film “4 Padri Single”.  

Forte di questo stile, Francesco Martini Coveri fa uscire in passerella, nella location del rigoroso Teatro della Scuola Militare Teuliè, una collezione maschile A/I 2009/2010 improntata ad uno spirito audace ed affidabile. Si tratta di una rivisitazione della moda dei periodi del boom economico. Dagli Anni ’20, ai ’50 ad oggi. La logica che guida questo mood è la voglia di lanciare un segnale positivista. Che si tratti dell’eleganza formale alla Fred Astaire, dell’immagine degli uomini bon ton con la cravatta stretta del boom economico (sul genere creativi del serial tv Mad Men) o dei manager in gessato, maglia di cashmere e piumino colorato, prevale sempre un’idea ottimista della società.    

La Ripresa dei colori.
Nel DNA di casa Coveri c’è l’idea di una moda positiva, del colore come “pillola del buon umore”, dei cromatismi accesi nell’abbigliamento come manifestazione esistenziale della felicità. In questo senso Coveri, tra giacche di velluto e seta cangianti, jeans pastello e capospalla effetto vernice, lancia un messaggio di ripresa in un momento in cui la moda non deve prestare il fianco ad un’interpretazione stilistica della crisi economica. Al contrario il segreto è crederci e mostrare i segnali visivi di questa certezza.

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