Il mese di luglio è stato chiamato così in onore di Giulio Cesare, quindi chi meglio poteva rappresentare questo mese se non l’equivalente femminile? Julia Valimaki, bellezza finlandese dagli zigomi scolpiti, ha una faccia da bambola che attrae su di se l’obiettivo della macchina fotografica.

Questa bellezza nordica, glaciale, ma sensualissima, è stata scoperta quando ancora era un’adolescente, ed è apparsa sulle copertine dei magazine di moda di tutto il mondo: Elle, Glamour, Jalouse, L’Officiel, Marie Claire, Vogue, Trendi, Wonderland…

La sua bellezza suggestiva, unita ad una personalità affascinante, sono le sue armi migliori per conquistare il mondo del glam e ci aspettiamo di vedere Julia Valimaki, crescere sempre di più.

Ma conosciamola meglio attraverso le risposte che la stessa Julia ha rilasciato fashionmodel directory

Il tuo sogno è sempre stato quello di fare la modella, o sei inciampata in questo mestiere per caso?

“Mi ha scoperto un talent scout quando avevo quattordici anni, ma all’epoca non ero molto interessata alla moda. Un paio di anni, dopo ho visto una ragazza della mia città natale, sulla copertina di una rivista di moda finlandese. Questo mi ha fatto pensare che forse avrei potuto fare da modella anch’io, così ho contattato un’agenzia di Helsinki e mi hanno fatto firmare subito un contratto di esclusiva.

Qual è l’aspetto più emozionante del tuo lavori di modella? E qual è la cosa che ti piace di meno?
“La cosa migliore del lavoro di modella, è la possibilità di viaggiare in tutto il mondo e vivere in paesi diversi e vedere le diverse culture. Mi sento molto fortunata per aver potuto conoscere tanti paesi quando ero ancora una adolescente, quando la maggior parte delle persone della mia età stanno studiando e vivendo in un posto solo.
Allo stesso tempo, il lato negativo del lavoro di modella, è l’instabilità. Chi fa questo lavoro non può fare progetti a lunga scadenza e purtroppo si ha poco tempo per stare in famiglia”.

Di tutti i luoghi visitati durante la tua carriera, qual è quello che ti è rimasto più impresso?
“Le Azzorre, Careyes in Messico, Venezia e il centro storico di Istanbul, sono tutti luoghi che porterò nel cuore per sempre”.

Chi è il tuo fotografo preferito? Perché?
“Helmut Newton. Credo che il suo lavoro sia un elogio del femminismo: le sue donne sono sexy, sicure, potenti, quasi intimidatrici”.

Qual è stato il tuo servizio fotografico più difficile da realizzare?
“Ho fatto un servizio con una squadra finlandese per la rivista Revs. La stilista Teri Niitti aveva comprato 20 metri di lattice bianco e, insieme con il fotografo Samuli Karala e make-up artist Miika Kemppainen, avevano deciso che sarei stata avvolto proprio nel lattice.
Per tutto il giorno sono stata intrappolata in quel materiale, era come essere dentro una fascia elastica gigantesca. Nei cinque giorni seguenti, ogni muscolo del mio corpo mi faceva male e riuscivo a malapena a camminare”.

Qualcuno nel settore ti ha mai chiesto di cambiare il tuo look o il nome?
“Una volta mi proposero di tagliare i molto corti, tanto da sembrare un ragazzino. Io all’epoca non volevo, così ho detto di no. Ora invece mi piacerebbe molto e infatti sto scegliendo un bel look un po’ androgino”.

Chi è la tua modella preferita di tutti i tempi?
“Karen Elson penso sia sorprendente. Amo anche la sua musica. Mi piacciono pure Bianca Balti, Caroline Winberg e Isabeli Fontana”
.
Chi sono i tuoi stilisti preferiti?
“Mi piace molto Isabel Marant e la casa di moda finlandese Samuji”.

Migliori jeans?
“I marchi classici: Lee o Levis”.

Quali cose del tuo armadio non vorresti mai buttare via?
“I jeans di mia madre e i suoi stivaletti di pelle rossa anni ’70; una gonna di seta flowy Samuji e un orologio che mi ha regalato mio padre”.

Di Raffaella Ponzo

Content Credit – fashionmodel directory

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