Da personal computer che oggi sono pezzi storici, come il Lisa, il Macintosh e l’iMac, fino alle ultime rivoluzionarie creazioni, l’iPod, l’iPhone e l’iPad: due mostre inaugurate in questi giorni, una a Milano e una a Torino, raccontano attraverso oggetti-culto, documenti e altre curiosita’, la storia di Apple e del suo fondatore Steve Jobs, morto il 5 ottobre scorso.

A Torino e’ stata inaugurata l’esposizione ”Steve Jobs 1955 – 2011” presso il Museo Regionale di Scienze Naturali. A Milano e’ invece aperta gia’ dal 25 novembre la mostra ”Story of a Bite – Steve Jobs e la rivoluzione di un’idea”, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci. Nell’ambito di queste esposizioni i visitatori troveranno anche pezzi della collezione di All About Apple, il piu’ grande museo al mondo, che si trova in Italia, dedicato alla storia della Mela Morsicata.

La mostra di Milano, aperta fino al 10 giugno 2012, e’ un racconto sulla storia della Apple e del suo carismatico fondatore attraverso i computer e i prodotti, in alcuni casi pietre miliari nella storia dell’informatica: dalle prime realizzazioni al rivoluzionario Macintosh, dai portatili ai desktop fino ai personal device. E poi la storia dei software e dei sistemi operativi cui e’ ascrivibile gran parte del successo iniziale della Apple.

Sarà inoltre possibile ripercorrere la storia di Steve Jobs, di cui emerge il caratteristico approccio al mondo dell’azienda e della produzione, al marketing, alle strategie di comunicazione, attraverso aneddoti, curiosità, testimonianze sotto forma di audio, filmati e campagne pubblicitarie.

Sono stati i fan di Steve Job, gli studenti, i giovanissimi, i primi visitatori alla preview della mostra di Torino, aperta fino al 26 febbraio 2012. La rassegna espone anche l’Apple-1, il primo personal computer creato da Jobs e dal socio Steven Wozniak nel 1976. Per ospitarlo e’ stato riprodotto in dimensioni reali il garage di Palo Alto, in California, in cui è stato assemblato. Quel pezzo unico il presidente di BasicNet, Marco Boglione, se lo era aggiudicato all’asta da Christie’s per 157.000 euro nel novembre 2010.

Non mancano altri storici pc come il Lisa, il Macintosh e l’iMac e, naturalmente, le ultime creazioni che hanno reso celebre Jobs: l’iPod, l’iPhone e l’iPad. La mostra, organizzata dall’assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e dalla ditta BasicNet, che possiede una delle più complete collezioni al mondo di personal computer e storia dell’informatica, ripercorre la vicenda, umana e professionale, di Steve Jobs attraverso dieci aree tematiche. “Non ho mai buttato via – ha detto Boglione in occasione della presentazione alla stampa – le macchine con le quali ho lavorato e sognato tanto. Poi, grazie a eBay, ho incominciato a acquistare i pezzi storici della rivoluzione informatica. Piano piano, ne è venuta fuori una bella collezione”.

“Non bisogna dimenticare – ha aggiunto Boglione – che la nostra azienda ha come radici, oltre ai telai, proprio i computer, che oggi gestiscono un immenso flusso di informazioni a livello globale. Quella della tecnologia dell’informazione è da sempre la mia grande passione. Grazie all’attività di Jobs, e di quelli come lui, nel 1984, sul mio primo Apple II, ho immaginato la BasicNet, l’azienda che avrei cominciato a costruire solo 10 anni più tardi”. Secondo Boglione, la mostra su Jobs è “un approfondimento culturale sul fare impresa in modo contemporaneo. E un omaggio a un uomo al quale dobbiamo essere riconoscenti, perché ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e di pensare. Steve Jobs ha dimostrato che si può cambiare il mondo senza che il mondo cambi te”.

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