Un’eleganza “altermoderna”, che gioca con le sovrapposizioni, in un mash-up di segni grafici diversi, di materiali differenti per struttura e superficie, di volumi contrastanti.
Un omaggio alla nuova corrente artistica dell’“Altramodernità”, che parte da una cultura globalizzata e satura di segni e, in nome del nomadismo attraverso un mondo “caotico e brulicante” (N. Bourriaud), crea nuovi intrecci fra linguaggi multipli e simultanei.

Volumi più costruiti e più importanti, anche scultorei. Ma anche silhouettes smilze o vaporose, giacchine e redingotes che accarezzano la vita, alte cinture o bustier (o baschine–falsi–bustier) che la sottolineano o la spostano verso l’alto. Gonne gonfie, a pieghe aperte, a volte a ogiva.

Materiali a macrostruttura, trame giganti per le stuoie di lana di cappe e cappotti, grandi finestrati e macrogalles. Il bouclé nella maglia jacquard a motivi grafici bianconeri sovrapposti, il bouclé nella lana tinta unita nei colori delle pietre dure. Angora-cachemire. Superfici lucenti, effetto vernice: cachemire laccato, maglia-tweed laccata argento (o, per contrasto, naturale); tessuto tweed più maschile brillantato. Pigmenti-vernice per maglie stampate con una testa di pantera. Jersey laccato. Il cloqué sulle paillettes; paillettes borchiate quadrangolari effetto catafratto. Pelle. Pelliccia anche per pull e gonne e guanti sopra il gomito; colli e cappucci e coprispalle di volpe ton-sur-ton anche sui lunghi abiti da sera, in velluto setoso, raso e chiffon.

Borse di nappa o vinile, imbottite, trapuntate o arricciate, con cernie

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