Questa settimana vi presentiamo lo stilista che ha fatto indossare l’elastico alle donne italiane, cosa impensabile all’epoca, e tra i primi a introdurre l’abito di jersey che si adatta a chi lo indossa, al di là, della taglia, dello stile, degli anni.

Il suo modo di vedere la moda, conquista ogni stagione le “sue donne”, come ama chiamarle, e vista la dedizione con cui lo seguono e indossano i suoi capi da 30 anni, non possiamo che dargli ragione.

Il protagonista della nostra intervista è Martino Midali, uno dei nomi storici del pret-a-porter Milanese. Fedele al suo stile ma attento alle costanti evoluzioni che lo circondano, riesce sempre a dare quel tocco contemporaneo ogni nuova collezione, pur mantenendo una forte identità, la stessa che lo ha reso celebre.

A differenza di molti altri designer, non cerca di stupire a tutti i costi, ma al contrario, veste con intelligenza e praticità le donne reali, quelle che incontriamo ogni giorno per strada. Ed è questo il suo successo, amare e vestire tutte le donne, perché ognuna di loro è speciale, e questo lui lo sa!

1 TRA DIECI ANNI COME CI VESTIREMO?
Dieci anni per la moda femminile sono solo 10 collezioni estive e 10 collezioni invernali, se ci si pensa bene. Io di collezioni ne ho già fatte 80, più quelle iniziali dedicate all’uomo.
10 anni, di fatto, sono un battito di ciglia. Ci sto già pensando. Per esempio mentre le rispondo, sono già al lavoro per abbozzare la PE 2017.
Ci vestiremo come avremo voglia. Starà a me, non dissacrando il mio stile, intuire quella determinata voglia.

2 CHE COSA È CAMBIATO NELLA SUA VITA DA QUANDO È DIVENTATO FAMOSO?
Da allora non è cambiato nulla, rincorro ancora la passione della mia vita e sono sempre più consapevole che amo quello che faccio. Il mio si può definire un progetto sentimentale. Per far vivere la moda ci vuole il cuore, la testa e l’anima.
Non mi sono mai annoiato a essere Martino Midali.
Sono 30 anni che faccio questo lavoro, giorno dopo giorno creo il mio stile e sono 40 anni che le mie donne lo vestono.

4 COS’È L’ELEGANZA?
Penso che sia fondamentale essere naturali, ricercando un giusto equilibrio tra ciò che si è e ciò che si vuole indossare, per vivere nella filosofia di “être naturelle”….lo faccio persino scrivere sui muri dei miei negozi dal mio staff di artisti.
L’eleganza è armonia, equilibrio, anticonformismo. E’ essere consapevoli delle proprie scelte, essere femminili e seduttive, con intelligenza.
Non ci sono regole universali.

5 LA DONNA CHE L’HA COLPITA DI PIÙ?
Non esiste una donna icona per eccellenza, il mondo femminile è per me di per sé icona.
Tutto il mondo delle donne mi affascina. Osservo, studio quotidianamente il mio rapporto con loro. Il mio prototipo è composto da tutto l’universo femminile: dalla casalinga all’avvocatessa, dalla signora dei salotti alla mamma.

6 SI PUÒ ANCORA INVENTARE QUALCOSA NELLA MODA?
Si, certamente. Finché c’è vita c’è anche evoluzione e innovazione.
E’ nella vita di tutti i giorni che cerco e trovo spunti per realizzare le mie collezioni. In strada nascono le tendenze e si modificano gli stili: un’evoluzione che mi piace osservare e interpretare.

7 CI PARLI DELLA COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2016?
E’ l’evoluzione dello stile Martino Midali che si evolve con il continuo evolversi del costume, della cultura, della politica. Ho captato umori, catturato e seguito suggestioni per tradurli in un vestito, in un colore, in un accostamento. Ecco quindi una collezione SS16 dove, pur rimanendo fedele a quel mio stile che oramai tutti conoscono, ha il coraggio di estremizzare miei capi storici, nonché introdurre tessuti per me inusuali.

Il basico jersey carico di colore è mixato a stampe quasi egocentriche, il mio clown – pantalone Midali per eccellenza – si accentua con righe giganti e con il fondo piega divenendo teatrale (impossibile passare inosservata per colei che lo indossa). Il denim, non è il classico denim, gioca con volumi inaspettati per questo tessuto.
Le it-girl Midali mi hanno seguito anche in questa scelta!

8 QUAL È IL PEZZO CHE NON PUÒ MANCARE LA PROSSIMA STAGIONE NEL GUARDAROBA DI UNA DONNA?
Un abito che non deve mancare mai è quello in maglia-jersey.
Un solo pezzo, solista, capace di adattarsi sempre e cambiare forma grazie a un movimento che annoda, allaccia o stringe.
L’abito in maglia-jersy, mosso semplicemente dalla fantasia, si adegua a 1 donna, 100 donne, 1000 donne e su 1 corpo, 100 corpi, 1000 corpi.
Lo sa che lo abbiamo fatto diventare addirittura il protagonista di un nostro contest “1ABITO/cinque donne”? Abbiamo dimostrato che un semplice capo di maglia-jersey può diventare “womenally-correct”.

9 QUAL È IL SEGNO DI MARTINO MIDALI NELLA MODA?
Aver fatto indossare alle donne italiane l’elastico in vita. Ne sono stato sempre un convinto sostenitore, ma all’inizio mi prendevano tutti per pazzo.
Nessuno aveva ancora capito quanto un piccolo accorgimento potesse rendere libere le donne nei movimenti, senza costrizioni, ma senza toglier loro la femminilità.

10 UN DESIDERIO CHE VORREBBE REALIZZARE?
Risentiamoci la prossima stagione, magari si avvera!

di Franco Lorenzon

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